Data
Posizione
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Temperatura
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Vento
Umidità
Visibilità
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    Henri Chopin
    Staccati en glisaando pour un voix, 1991

    Contributo di Eva Brioschi per l’Archivio d’Aria.

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    Gregory Whitehead
    Selection of radio pieces, 1984

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Henri Chopin
    La Peur and Co, 1958

    Contributo di Eva Brioschi per l’Archivio d’Aria.

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    Luciano Berio + Umberto Eco
    Omaggio a Joyce. Documenti sulla qualità onomatopeica del linguaggio poetico, 1958

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Michael Snow
    Hearing Aid, 1976

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    di Francesca Cocchi per Laser/RSI (radiotelevisione Svizzera Italiana)
    Togo in FM / Intervista a Giorgio Lolli, 2010

    Contributo di Federico Bacci per l’Archivio d’Aria.

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    Michael Snow
    The Last LP, 1987

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Various artists
    Revolutions Per Minute (The Art Record), 1981

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Aliagrov
    Mglybzhvuo / Distraction, 1916

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Velimir Khlebnikov
    The Radio of the Future, 1921

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Filippo Tommaso Marinetti
    Spiralando sul porto di Napoli (Dall’ Aeropoema futurista), 1935

    Contributo di Federico Cavallini per l’Archivio d’Aria.

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    Vito Acconci + Jana Haimsohn + Julia Heyward + Dennis Oppenheim and many others
    Airwaves LP, 1977

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Vito Acconci + Jana Haimsohn + Julia Heyward + Dennis Oppenheim and many others
    Airwaves LP, 1977

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Luciano Berio
    Perspectives, 1957

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Allen Ginsberg
    Vajra Mantra, 1972

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Gregory Whitehead
    Selection of radio pieces, 1984

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Mathieu Briand
    Sing a song, 2001

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Gregory Whitehead
    Selection of radio pieces, 1984

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Gregory Whitehead
    Selection of radio pieces, 1984

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Morton Feldman
    Three Voices (For Joan La Barbara), 1982

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Various artists
    Revolutions Per Minute (The Art Record), 1981

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Allen Ginsberg
    Hum Bom, 1971

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Dziga Vertov
    Enthusiasm!, 1930

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Yves Klein
    Score for Symphonie Monoton-Silence, 1947

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Stan Brakhage
    The Test of Time, 1982

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Henri Chopin
    Cantata for Two Farts & Co., 1997

    Contributo di Eva Brioschi per l’Archivio d’Aria.

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    Luigi Russolo
    Intonarumori, 1913

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Jiří Kovanda
    Průvan, 2020

    Contributo di Jiří Kovanda per l’Archivio d’Aria.

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    Dziga Vertov
    Enthusiasm!, 1930

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.

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    Frank Zappa + William S. Burroughs
    The Talking Asshole, 1978

    Contributo di Juan Pablo Macías per l’Archivio d’Aria.


ON AIR



è un progetto collaborativo che funziona come una hub online-offline sull’aria, sull’atmosfera, sull’ambiente, sul respiro.

L’aria è un elemento che determina e orienta il senso della vita ed ON AIR dedica a lei una piattaforma che collega, colleziona e promuove diversi contenuti e ricerche creative sull’aria, elemento di comunanza socio-culturale che non esclude i corpi, ma se ne prende cura.

ON AIR nasce in un momento epocale preciso, in cui il respiro non è più dato per scontato. Al centro di controversie politiche ed economiche che « inquinano » la sua trasparenza, l’aria contiene in sé la possibilità di un cambiamento che è culturale, sociale, oltre che ecologico: è un elemento che pervade il nostro immaginario e stabilisce una relazione tra noi e il cosmo.

Perché tutto prende corpo nell’aria abbiamo deciso di
mapparlo tramite un archivio d’aria
parlarne in rubriche d’aria
inalarlo attraverso ore d’aria
approfondirlo con tremori d’aria

ON AIR è uno spazio aperto in cui poter tornare più volte, seguendo percorsi di lettura individuali —che siano visivi, mitologici, storico-filosofici, tecnologici, così come poetici— con la speranza di influenzare la percezione sul nostro contesto e riconfigurare il nostro ambiente.

ON AIR è un progetto di Juan Pablo Macías & Alessandra Poggianti, prodotto da Carico Massimo, con il supporto di Centro Per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci / Regione Toscana / Comune di Livorno

ON AIR skyscapes_on cloud-life è un’opera derivata da inversión de escena, lo sfondo del sito si aggiorna quotidianamente, fino a che ON AIR è sul cloud.


Contatti



Direzione artistica:
Juan Pablo Macías
Alessandra Poggianti

Informazioni:
info@on-air.caricomassimo.org

Comunicazione:
Valentina Costa

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Contributi di



Alessandra Poggianti

curatrice indipendente, co-direttrice di Kunstverein Milano e di Carico Massimo in Livorno. È stata tra le fondatrice di « Isola Art Center » (Milano, 2003-07), dove inizia a sviluppare una ricerca tra pratica artistica e spazio sociale. Interessata alla pratica del luogo, ha portato avanti interventi in dialogo con le trasformazioni degli spazi urbani. Nella ricerca e nella produzione delle mostre si avvale di metodi sperimentali. I suoi testi sono pubblicati in libri e riviste internazionali.

Arturo Hernández Alcázar

(Città del Messico, 1978) Indaga i processi di natura distruttiva ed erosiva e la forma che il nostro ambiente e le nostre relazioni con il mondo prendono dopo queste collisioni. Il suo lavoro reagisce al contesto attuale partendo da una poetica dell’incidente e dall’incrocio di archivi, materiali residui, suoni, pubblicazioni, incontri, seminari e altri mezzi; con esso cerca di delineare una sintassi da leggere dopo l’incidente che il mondo moderno ha creato.

Babi Badalov

(Lerik, 1959) apolidia, proveniente dell’Azerbaijan, paese nei confini tra l’occidente e l’oriente, tra post-comunismo e neo-capitalismo, Il suo lavoro si materializza dagli scontri culturali che testimonia nel suo spostamento tra geografie e lingue diverse. Calligrafie, immagine, oggetti, suoni e sogni, conformano il palimpsesto di una Babilonia frammentata.

Caterina Iaquinta

(Roma, 1978). Dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea. Ha tenuto seminari e lezioni in varie istituzioni, tra cui Università Cattolica (sede di Brescia), Università Statale di Ferrara e Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato saggi e articoli in riviste scientifiche e di settore. Attualmente è docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (sede di Milano e Roma) e curatrice dell’Archivio Clemen Parrocchetti (Borgo Adorno, AL).

Cecilia Canziani

è una curatrice indipendente e docente a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata e la American University of Rome e coordinatrice del programma di alta formazione in curatela presso IED Roma. Ha curato mostre in spazi istituzionali e privati. Attualmente collabora con la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, nell’ambito del progetto « Io dico Io » con Lara Conte e Paola Ugolini e con MAXXI L’Aquila dove ha curato l’intervento site specific di Anastasia Potemkina.

Clarissa Falco

L’artista Clarissa Falco (1995) concentra il su lavoro visuale e performativo sul corpo e sul suo status sociale ponendolo in un constante dialogo con elementi e movimenti meccanici. Attraverso la sua ricerca propone di cercare nuove visioni e figurazioni del corpo che lo portino a trasformazioni e controvalori positivi. Ha partecipato a diverse mostre collettive. Dopo la Laura magistrale in Arti Visive e Studi Curatoriali alla Nuova Accademia di Belle Arti - NABA, Clarissa Falco vive a Milano.

Cose Cosmiche

è una piattaforma di ricerca, produzione e collisione di idee in cui artisti, scienziati e ricercatori provenienti da varie discipline sono invitati a presentare le loro ricerche più recenti su spazio, tempo, energia, vuoto, per definire l’universo in cui viviamo e proporre sempre nuove forme, idee e teorie per rappresentare e spiegare il mondo.
Cose Cosmiche è a cura di Helga Franza e Silvia Hell.

Daniela Tazzi

lavora come ricercatrice per il MIBACT in qualità di Funzionario Archivista presso l’Archivio di Stato di Livorno. Svolge attività di tutela e valorizzazione dei documenti storici e dei beni archivistici. Organizza mostre e convegni a carattere storico scientifico; cura attività di consulenza al pubblico per ricerche archivistiche. Dal 2012 collabora con l’Associazione Carico Massimo attraverso la ricerca d’archivio a supporto dei progetti degli artisti.

Daniele Di Girolamo

(Pescara, 1995) la sua ricerca si concentra sul rapporto tra processi naturali e attività umane nel paesaggio e le dinamiche di lettura che ne scaturiscono. In particolare vuole indagare il punto di contatto tra gli elementi fisici che compongono questo rapporto e le associazioni affettive che possono evocare.

DEMOCRACIA

(n.2006) Il lavoro di gruppo nasce dall’impegno in una pratica artistica centrata sulla discussione e sullo scontro di idee e forme di azione. DEMOCRACIA funziona come un nodo di interessi raggruppati temporaneamente per lo sviluppo di uno stesso obiettivo che viene affrontato da diverse prospettive: quelle di ciascuno dei partecipanti al progetto, essendo questi i diversi agenti che plasmano DEMOCRACIA.

Elka Krajewska + Gregor Neuerer

lavorato insieme dal 2015, pubblicando i loro progetti comuni ogni anno, sia in Europa che negli Stati Uniti. Collaborano con Carico Massimo nel 2018 con un progetto incentrata sulla recente inondazione e l’ospitalità storica della città di Livorno che ha prodotto « Fall Flood - Higher Ground » un’installazione e una pubblicazione. Tra le ultime collaborazione si ricorda « Earth Bodies » alla Essex Flowers Gallery (2020), NYC, a cura di Karen Azoulay.

Eva Brioschi

è una curatrice e critico d’arte. Ha collaborato con l’Archivio Casorati di Torino, il Museo Alvar Aalto, ed è l’attuale curatrice della Collezione La Gaia. Ha curato Moving Tales (Cuneo 2016 - Mousse Publishing 2016), The Corners / In Between (galleria Norma Mangione, 2017), Landon Metz presso la Fondazione Antonio Dalle Nogare. Ha scritto per la pubblicazione di Carico Massimo su Hans Schabus (2017), e ultimamente ha curato la mostra e il catalogo Open Work per ArteFiera Bologna (2020).

Federica Giardini

Dopo la laurea in Filosofia all’Università di Pisa, ha lavorato sul rapporto tra filosofia e psicoanalisi. Ha quindi approfondito la dimensione corporea dell’intersoggettività all’incrocio tra fenomenologia e filosofia della differenza. Le ricerche più recenti utilizzano la differenza come operatore per affrontare alcuni temi portanti della filosofia politica, dalle relazioni di obbedienza/disobbedienza all’estensione dell’ambito politico all’ordine delle relazioni tra umano e non umano.

Federico Bacci

regista, documentarista, sceneggiatore, autore radiofonico. Collaborò con Novaradio e Controradio trasmettendo Camera d’espansione dal 1999 al 2005, anno nell quale co-dirige Leone Elio Petri. Appunti su un autore. Documentario pluripremiato presentato ai Festival di Venezia, dell’Annecy Cinema Italien, del Reykjavík, e del Karlovy Vary, così come presentato al MoMA. Dal 2007 dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject, una residenza dedicata al’arte contemporanea in Abruzzo.

Federico Cavallini

(Livorno, 1974) si è laureato in Storia dell’arte medievale presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Pisa. Nel 2007 lavora presso lo studio di Fabio Mauri a Roma. Nel 2012 ha co-fondato l’associazione culturale Carico Massimo a Livorno, e nel 2018 la galleria Salvator Rosa.

Ferdinando Mazzitelli

Artista visivo nato a Marzi in provincia di Cosenza, attualmente vive a Milano. Inizia la sua attività espositiva in Italia e all’estero nei primi anni 90; partecipa ad Oreste (1997/2002), è ideatore di a>Monte in provincia di Matera, è tra co-fondatori di Macao a Milano. Ha partecipato e tenuto lezioni e conferenze in diverse Accademie e Istituzioni pubbliche e private.

Filippo Leonardi

(Catania, 1970) Attraverso l’esplorazione del concetto d’identità e del rapporto tra arte e natura, il lavoro dell’artista si sviluppa in cicli di opere (installazioni, sculture, video e interventi partecipativi) i quali affrontano diversi aspetti di uno stesso concetto: il guardare al mondo con uno sguardo non esclusivamente antropocentrico, riconoscendo la prospettiva distinta dello non umano: animale e vegetale.

Francesco Eppesteingher

(Livorno, 1975) si forma a Bologna come grafico e illustratore nel campo della comunicazione. Da sempre interessato ad un approccio artigianale ed operaista al mondo dell’arte, prova curiosità per tutto ciò che sta dietro le quinte. Ad oggi sogna l’Africa e cerca di dar voce a chi, per tutta una vita, l’ha data agli altri.

Francis Alÿs

(Anversa, 1959) formatosi come architetto e urbanista, si è trasferito in Messico nel 1986 per lavorare con le ONG locali. Nel 1990 entra nel campo delle arti visive. La sua pratica abbraccia molteplici media, dalla pittura e disegno al video e alla fotografia. Nonostante il suo studio abbia sede a Città del Messico, ha realizzato numerosi progetti in collaborazione con le comunità locali di tutto il mondo, dal Sud America al Nord Africa e al Medio Oriente.

Giuseppe Tagarelli

(Cosenza, 1968) laurea in Scienze Naturali e dottorato di ricerca in Antropologia, è ricercatore del CNR presso l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo. Già docente presso l’Università degli Studi di Messina e l’Università Mater Boni Consilii di Tirana, rivolge il suo interesse scientifico allo studio del paesaggio, dell’etno-botanica e della biodemografia. Ad oggi, è autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati su libri e riviste nazionali ed internazionali.

Gustav Metzger

(1926-2017) è stato un artista visionario e un pensatore radicale. Al centro della sua pratica, oltre 65 anni, ci sono una serie di forze costantemente opposte ma interdipendenti come la distruzione e la creazione. Il coinvolgimento di Metzger in movimenti anti-nucleari come il Comitato dei 100 e il suo lungo attivismo per combattere la distruzione ambientale è stato fondamentale per il suo provocativo questionamento del ruolo dell’artista e delle forme convenzionali di creazione e di display…

Hans Schabus

(Watschig, 1970) è noto per i suoi ambiziosi progetti site-specific in cui incorpora il luogo e l’istituzione. Gli interventi scultorei di Schabus sono intermedi tra lui e ciò che lo circonda. Il suo studio è la sua matrice, un luogo di esplorazione, elaborazione e ispirazione - un luogo di « mezzo » con una propria temporalità in cui le cose subiscono un cambiamento continuo.

Hotpotatoes

hotpotatoes.it è un blog/magazine research-based, dedicato all’esplorazione del rapporto tra arte e politica attraverso l’analisi dei complessi espositivi, da una prospettiva femminista. Hotpotatoes è stato fondato nel 2017 da Elvira Vannini

Iacopo Seri

(Arezzo, 1983) è un artista che utilizza la performance, la disarticolazione del linguaggio, stati di coscienza non ordinari, esplorazione di luoghi tangibili e sottili per una comprensione non convenzionale della realtà.

Ilio Fiengo

(Livorno, 1948) è un artista autodidatta e dal 1998 scrive, disegna, scolpisce, realizza installazioni, così come pubblicazioni autoprodotte. Nel 2017 Carico Massimo gli dedica una mostra personale dal titolo « Torno Ieri »; attualmente è rappresentato dalla galleria Salvator Rosa.

James Sherry

poeta e scrittore che vive e lavora a New York. Autore di 13 libri di poesia e prosa, tra i piu’ recenti si ricorda: « The Oligarch » (Palgrave, 2018) su politica ambientale e « Entangled Bank » (Chax, 2016) una raccolta di poesie. In uscita: « Selfie: Poetry & Ecology » (Palgrave, 2021). È editore di Roof Books e ha fondato la Segue Foundation nel 1977.

Jean-Luc Moulène

(Reims, 1955) un autodichiarato technicien libertaire , crea un’opera stilisticamente ambulatoria ma delimitata da specifici parametri concettuali: deve essere separata e completa in sé; chiarire le condizioni in cui è stata prodotta; e stabilire un collegamento diretto con ciò da cui è stata separata, vale a dire il mondo.

Foto: Ricciardo Cecchi

Jiří Kovanda

(Praga, 1953) ha organizzato le sue prime performance in spazi pubblici a Praga a metà degli anni ‘70. Le sue azioni minime, tutte basate su uno scenario dettagliato, sono state registrate attraverso fotografie in bianco e nero e opuscoli di istruzioni. Quelle azioni banali appaiono leggermente stonate, permettendoci, attraverso questa combinazione di apparente semplicità e squilibrio, di cogliere l’individuo e ciò che rimane reale e umano in una società sotto sorveglianza.

Juan Pablo Macías

(Messico, 1974) la sua opera è il risultato di una ricerca sull’anarchismo come critica della rappresentazione e assume diverse forme: progetti editoriali, poesia, video, installazioni, performance, servono come supporto per documentare l’incontro tra sapere istituzionale e sapere insurrezionale. È redattore capo della rivista tiempo muerto (2012) e word+moist press (2014). Co-fundatore di Salvator Rosa nel 2018, ed è attuale presidente di Carico Massimo.

Leonhard Müllner

(Graz, 1987) ha studiato Arti Visive e Media Art a Linz, Lipsia e Vienna. Attualmente sta scrivendo il suo PHD nel campo degli studi culturali. Müllner ha esperienza internazionale in mostre, proiezioni e residenze. In due anni, ha ottenuto 21 premi come il Vimeo Staff Pick Award, il premio per il miglior film austriaco al VIS, per il miglior documentario al Diagonale Film Festival, il Loop Discovery Award di Barcellona e il Contemporary Visual Arts della provincia della Stiria.

Marco Raffaele

(Torino, 1965) Vive e lavora a Vinci (FI). Insegna nel Biennio di Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha utilizzato nel corso degli anni diversi strumenti espressivi finalizzando la propria ricerca alle tematiche legate al paesaggio come elemento identitario del proprio vissuto e approdo protetto per i ricordi preziosi, liberi frammenti della memoria personale ai quali riattribuire provenienza e datazione.

Marcos Lutyens

(Londra, 1964) Basandosi sulle sue indagini sulla coscienza e sulle dinamiche sociali, Lutyens ha sviluppato progetti che coinvolgono il nostro ambiente esterno. Le opere includono interazioni con flussi pedonali, dialogo sui social media, livelli di qualità dell’aria, intercomunicazione animale e biologica e altre dinamiche che sono generalmente invisibili all’osservatore occasionale, eppure importanti quanto i processi soggettivi della mente interiore.

Maria Pecchioli

è artista e producer di piattaforme cross-mediali, performer e filmmaker attenta ai processi di trasformazione individuale e collettiva, studiosa di taoismo e de I-ching libro dei mutamenti. Suona i gongs planetari performando in ambito artistico e sonoro-vibrazionale. E’ Ideatrice della residenza artistica « Corniolo Art Platform » (dal 2011). I film « Cherokee Streert -The Mutual Conquest » e « Lei disse sì » hanno vinto premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

Mario de Vega

(Mexico City, 1979) è un sound artist sperimentale. I suoi lavori includono interventi site-specific ed esperimenti di psicoacustica che spesso spingono i limiti della percezione audio. Usa frequenze estreme, che si dice inducano reazioni viscerali nel pubblico, e il suono come strumento per affrontare i problemi contemporanei e le esperienze personali di vulnerabilità.

Massimo Bartolini

il suo lavoro indaga il lato sconcertante dell’architettura, degli oggetti e l’idea della musica come forza formante. « Nell’opera di Bartolini una metamorfosi del mondo ci invita a condividere gli istanti derivati da un processo di trasformazione: alla trasformazione dell’esterno l’artista aggiunge la possibilità di una trasformazione interiore attraverso un richiamo alla contemplazione e alla meditazione che è insito in ciascuno dei i suoi progetti. »
J.Fernandes.

Massimo Carozzi

artista visivo, musicista e sound designer, esplora la relazione fra suono e immagine, suono e scena, suono e letteratura, suono e spazio. Si è occupato del sound design di numerosi documentari, film, spettacoli teatrali e di danza, in solo e collaborando con scrittori, registi, coreografi, artisti visivi. Nel settembre 2000 con Anna Rispoli e Anna de Manincor fonda Zimmerfrei.

Massimo Mazzone

artista e attivista portavoce del collettivo Escuela Moderna/Ateneo Libertario; porta avanti una ricerca sulle relazioni tra corpo, scultura e architettura. Insegna Tecniche della Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera; ha partecipato alle Biennale di Venezia nel 2000, 2001, 2002, 2006, 2008, 2016, 2017, 2018 e pubblicato libri e articoli con Stampa Alternativa, Mimesis, Libertaria, ApARTe, Artslife, Artribune, Hipo-Tesis, Catedra, Metalocus, UTET, Bordeaux, Milieu, Prospettive, Argòs…

Massimo Ricciardo

(Darmstadt, 1979) si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e l’Università di Scienze Applicate a Potsdam, vive a Torino. L’artista lavora su immagini d’archivio, fotografie e pubblicazioni. Parte della sua ricerca artistica si concentra sullo spostamento e alla trasposizione temporale di queste tracce nel nostro mondo contemporaneo. I suoi lavori sono stati presentati in mostre personali e collettive in istituzioni italiane ed estere.

Maurizio Lazzarato

è un sociologo e filosofo italiano, residente a Parigi, Francia. Negli anni ‘70 è stato attivista del movimento operaio (Autonomia Operaia) in Italia. Lazzarato è stato membro fondatore della redazione della rivista Multitudini. È ricercatore presso Matisse / CNRS, Università Pantheon-Sorbonne (Università Paris I) e membro dell’International College of Philosophy di Parigi.

Meris Angioletti

(Bergamo 1977) artista e ricercatrice associata a l’istituto ACTE, Paris 1 Panthéon-Sorbonne, sta lavorando ad una tesi di dottorato dal titolo « De bouche à oreille. Vocalités et transmissions dans dell’arte conteporain ». Utilizzando dispositivi variabili, come l’installazione sonora e luminosa, il video, la proiezione di diapositive o ancora la conferenza performativa e il testo, la sua ricerca si focalizza sui meccanismi della percezione, la memoria, il corpo e la voce.

Niccolò Lucarelli

(Prato, 1983) laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, storico militare. Collabora con varie testate di settore e con lo Stato Maggiore dell’Esercito.

Oliver Ressler

è un artista e regista che produce installazioni, progetti nello spazio pubblico e film su temi come l’economia, la democrazia, le migrazioni, la crisi climatica, le forme di resistenza e le alternative sociali.
Ha completato trentaquattro film che sono stati proiettati in migliaia di eventi di movimenti sociali, istituzioni artistiche e festival cinematografici. Una retrospettiva dei suoi film si è svolta al Centre d’Art Contemporain Genève nel 2013.

Pedro G. Romero

Il suo corpo di lavoro si sviluppa attraverso molteplici discipline, come curatore, scultore, pittore, esperto di flamenco, performer, autore teatrale, sceneggiatore, ecc. Oltre che critico d’arte e letteratura, editore e saggista. Il suo progetto La farsa monea (2017), creato con El Niño de Elche e Israel Galván per dOCUMENTA14, si concentra su questioni come il debito, le attuali disuguaglianze economiche o la nuova etica legata al lavoro in cui il corpo funge da valore di scambio.

Pietro Gaglianò

(1975) critico d’arte, educatore e curatore indipendente, indaga il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte. Nei suoi progetti sperimenta formati ibridi tra arte e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Ha pubblicato La sintassi della libertà. Arte, pedagogia, anarchia (Gli Ori, 2020) e Memento. L’ossessione del Visibile (Postmedia Books, 2016).

post-duo

(Jee Chan e Stefan Pente feat. Marshmallow)
Con la collaborazione di cose produciamo suoni. Con la nostra collaborazione, le cose suonano … le cose collaborano tra loro. Potenzialità e futuri alternativi danzano tutt’intorno.

Premiata Ditta

fondata nel 1984 da Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà, Premiata Ditta ha interrogato le questioni dell’autorialità e dell’individualità, evocando, per sovvertirla, la logica aziendale della produzione e del profitto. Gli artisti hanno partecipato a Biennali, Quadriennali e a mostre internazionali. Nel 1995 hanno dato vita al network UnDo.Net, ancora oggi accessibile come archivio online. Negli ultimi anni Premiata Ditta ha organizzato Studi Festival e attualmente Walk-In Studio.

Ramona Ponzini

esordisce nel 2005 con Painting Petals On Planet Ghost, sulla poesia giapponese come fonte di testi musicabili, che approda su PSF Records, etichetta nipponica di culto. Collabora con figure come Lee Ranaldo dei Sonic Youth, con il percussionista industrial Z’ev… Nel 2016 inizia un progetto solista che prevede inusuali Dj set contaminati da interazioni vocali e collage sonori; insieme al curatore Matteo Mottin fonda l’art project, Treti Galaxie. Nel 2018 è resident dj alle OGR di Torino.

Sandra Burchi

dopo la Laurea in Filosofia all’Università di Pisa il suo percorso di ricerca è proseguito nelle scienze sociali. Da sempre appassionata di studi femministi, ha scritto sulle forme e le esperienze del lavoro delle donne, in particolare sull’esperienza del lavorare a/da casa in « Ripartire da casa. Lavori e reti dallo spazio domestico » (Griff, 2014). Socia fondatrice dei IaphItalia (Associazione internazionale delle filosofe) e di Teatro Rossi Aperto. Collabora con la Rivista DWF donnawomenfemme

Silvia Hell

(Bolzano, 1983) Si occupa di scultura, fotografia, installazioni site-specific, opere relazionali. La sua ricerca si inserisce in azioni e modi di pensare, istituendo forme di tensione all’interno del metodo, tra oggettività convenzionale del referente e modelli originali di presentazione e formalizzazione del Reale. Il suo interesse è rivolto ad analizzare ed elaborare diversi linguaggi, informazioni e dati pubblici. Dal 2011 è attiva con il progetto interdisciplinare Cose Cosmiche.

Stefano Chiodi

Insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre. Ha pubblicato numerosi saggi su arte e cultura visiva del Novecento; il suo libro più recente è Genius Loci. Anatomia di un mito italiano (2021). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Marina Ballo Charmet, Con la coda dell’occhio. Scritti sulla fotografia (2017), Alberto Boatto, Ghenos Eros Thanatos e altri scritti sull’arte 1968-2015 (2016). E’ curatore della mostra « Alberto Boatto. Lo sguardo dal di fuori », MAXXI (Ro).

Steven Connor

è professore di Inglese presso l’Università di Cambridge e Direttore del Cambridge’s Centre for Research in Arts, Social Sciences and Humanities (CRASSH). Ha pubblicato libri su molti argomenti, tra cui Dickens, Beckett, Joyce, valore, ventriloquismo, pelle, mosche e pensiero numerico. È autore di The Matter of Air: Science and Art of the Ethereal (London: Reaktion, 2010).

Susanna Flock

attraverso il suo lavoro, esplora la relazione del corpo con il suo ambiente tecnologicamente mediato. Utilizza diversi media come testo, suono, fotografia, grafica, installazione e video. È preoccupata per come la digitalizzazione abbia scosso le condizioni strutturali in cui viviamo.

Valentina Costa

si dedica all’arte contemporanea da quasi vent’anni. Dopo una prima esperienza a Flash Art, lavora per importanti gallerie, Massimo Minini e Continua. Collabora con diverse riviste d’arte e contemporaneamente cura progetti espositivi di giovani artisti in spazi privati e indipendenti. Dal 2018 è art consultant e project manager indipendente e dal 2015 membro dell’associazione Carico Massimo.

Valeria Montoya

(Messico, 1983) nata come donna ispanica, messicana. Pratica la camminata come strumento essenziale per studiare e vivere il paesaggio di un territorio. La passeggiata urbana un processo per pensare alle possibilità politiche, somatiche e immaginative della pratica artistica e curatoriale e del suo rapporto con lo spazio pubblico. Sta ancora imparando a camminare.
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Veit Stratmann

(Bochum 1960) Ecco alcune domande che mi spingono ad andare avanti: può un gesto artistico basarsi sulle nozioni di scelta, di decisione da parte dello spettatore, della postura di chi incontra l’opera d’arte? Può questo processo decisionale diventare materiale costruttivo? Se presumo che il processo decisionale sia la più piccola unità di azione politica e sociale, può un incontro con l’arte generare un’oscillazione permanente tra lo politico e l’estetico?

Vincenzo Estremo

(Caserta, 1980) è un teorico dell’immagine in movimento, docente di teoria dei media, curatela e fenomenologia dell’immagine presso la NABA a Milano. Co-dirige la collana editoriale Cinema and Contemporary Art (Mimesis International) ed è tra i fondatori e caporedattore di Droste Effect. Ha pubblicato Teoria del lavoro reputazionale (2020), Albert Serra, cinema, arte e performance (2018), Extended Temporalities. Transient Visions in Museum and Art (2016).

Vittorio Corsini

Cecina (LI) 1956. Vive e lavora a Milano. Inizia alla fine degli anni 80 una ricerca basata sull’oggetto di uso quotidiano per approdare agli inizi del 2000 ad un lavoro nel quale indaga la qualità dello spazio esistente tra gli uomini. Realizza varie « sculture » permanenti in spazi pubblici e musei. Collabora con diverse gallerie, tra cui Sargentini, Claudio Poleschi, Farsetti, Arte in Fabbrica… Insegna Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Wukir Suryadi

(Java, 1977) musicista e costruttore di strumenti che mescola musica sperimentale e tradizioni folcloristiche. La sua band Senyawa, riscosse un notevole successo sulla scena musicale internazionale. Descrivendosi come un « ricercatore di suoni », ha prodotto arrangiamenti musicali e sound design per Teater Idiot e Teater Ragil. Ha preso parte al Bengkel Teater diretto da WS Rendra, uno dei principali poeti, drammaturghi e registi dell’Indonesia, e alla Biennale di Yinchuan a cura di Marco Scotini.

Zbyněk Baladrán

(Praga, 1973) è un artista visivo, curatore e architetto di mostre. Nelle sue opere indaga i territori occupati da quella parte della civiltà che chiamiamo occidentale. Usando una metodologia simile a quelle usate dall’etnografo, dall’antropologo e dal sociologo, questo « archeologo » postumanista sta scavando i resti di un passato non molto lontano, guardando in particolare ai sistemi sociali in relazione al patrimonio della politica di sinistra.