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    <title>Rubriche d&#8217;aria</title>
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    <itunes:author><![CDATA[ON AIR - Juan Pablo Macías e Alessandra Poggianti]]></itunes:author>
    <lastBuildDate>Mon, 31 May 2021 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
        <itunes:summary>una raccolta di voci suoni dissertazioni pi&#249; o meno organizzati sull&#8217;aria</itunes:summary>
    <description>una raccolta di voci suoni dissertazioni pi&#249; o meno organizzati sull&#8217;aria</description>
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    <itunes:category text="Society &amp; Culture">
      <itunes:category text="Documentary" />
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      <title>25. Niccol&#242; Lucarelli (II parte)</title>
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      <pubDate>Mon, 31 May 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/25-niccolo-lucarelli-parte-2/a4b7f606bd-1715897949/chris-burden-the-atomic-alphabet-1980.jpg"><figcaption>Chris Burden, <em>The Atomic Alphabet</em>, 1980</figcaption></figure>
<p>Seconda parte sulla storia del «controllo militare dei cieli» di Niccolò Lucarelli, un breve excursus sugli sviluppi dei programmi per il controllo del cosmo, campo in cui anche l’Italia è all’avanguardia.<br />
Nei primi anni Ottanta, in concomitanza con la ricerca tecnologica in fatto di guerra aerea, lo Stato Maggiore USA sviluppa programmi per il controllo dello spazio extra-atmosferico, attraverso una massiccia applicazione della tecnologia satellitare in ambito militare. L&#8217;Air Force Space Command creato da Reagan nel 1982, fu il primo passo, che ha conosciuto una modernizzazione con l’istituzione della US Space Force, voluta da Trump nel 2019. Il satellite diventa, così, un elemento essenziale per il corretto funzionamento di sistemi missilistici, per la comunicazione fra reparti operativi e per lo spionaggio del campo nemico. Le principali potenze mondiali hanno sviluppato specifici programmi di cyber war, addestrando militari esperti di tecnologia satellitare capaci di controllare e guidare da remoto questi delicatissimi congegni, grazie ai quali, ad esempio, è oggi possibile rilevare in tempo reale esplosioni nucleari, dirigere la “guerra chirurgica” e controllare lo spazio aereo tramite i droni. Non solo, con l’affidamento a sistemi satellitari del controllo di banche date sensibili, anche tanti aspetti della vita civile sono diventati vulnerabili da parte dei satelliti spia. </p>
<blockquote>
<p>«Controllando lo spazio, oggi, si controlla la Terra. Per questa ragione, i reparti militari dedicati alla cyber war svolgono anche la sorveglianza contro atti di spionaggio cibernetico&#8230;.&#160;&#187;</p>
<hr />
</blockquote>
<h4>Niccolò Lucarelli (Prato, 1983) laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d&#8217;arte, storico militare. Collabora con varie testate di settore e con lo Stato Maggiore dell’Esercito.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/25-niccolo-lucarelli-parte-2/80187ced0b-1715897949/25.niccolo-lucarelli.mp3"></source></audio>
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<p>Seconda parte sulla storia del «controllo militare dei cieli» di Niccolò Lucarelli, un breve excursus sugli sviluppi dei programmi per il controllo del cosmo, campo in cui anche l’Italia è all’avanguardia.<br />
Nei primi anni Ottanta, in concomitanza con la ricerca tecnologica in fatto di guerra aerea, lo Stato Maggiore USA sviluppa programmi per il controllo dello spazio extra-atmosferico, attraverso una massiccia applicazione della tecnologia satellitare in ambito militare. L&#8217;Air Force Space Command creato da Reagan nel 1982, fu il primo passo, che ha conosciuto una modernizzazione con l’istituzione della US Space Force, voluta da Trump nel 2019. Il satellite diventa, così, un elemento essenziale per il corretto funzionamento di sistemi missilistici, per la comunicazione fra reparti operativi e per lo spionaggio del campo nemico. Le principali potenze mondiali hanno sviluppato specifici programmi di cyber war, addestrando militari esperti di tecnologia satellitare capaci di controllare e guidare da remoto questi delicatissimi congegni, grazie ai quali, ad esempio, è oggi possibile rilevare in tempo reale esplosioni nucleari, dirigere la “guerra chirurgica” e controllare lo spazio aereo tramite i droni. Non solo, con l’affidamento a sistemi satellitari del controllo di banche date sensibili, anche tanti aspetti della vita civile sono diventati vulnerabili da parte dei satelliti spia. </p>
<blockquote>
<p>«Controllando lo spazio, oggi, si controlla la Terra. Per questa ragione, i reparti militari dedicati alla cyber war svolgono anche la sorveglianza contro atti di spionaggio cibernetico&#8230;.&#160;&#187;</p>
<hr />
</blockquote>
<h4>Niccolò Lucarelli (Prato, 1983) laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d&#8217;arte, storico militare. Collabora con varie testate di settore e con lo Stato Maggiore dell’Esercito.</h4>]]></description>
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        <item>
      <title>18. Ferdinando Mazzitelli</title>
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      <pubDate>Mon, 29 Mar 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/18-ferdinando-mazzitelli/442e4e2ade-1715897949/persone.jpg"><figcaption>Ferdinando Mazzitelli, Persone, disegno, 2020.</figcaption></figure>
<p>Il podcast è il risultato di un laboratorio iniziato tra gennaio e marzo 2021 che l&#8217;artista ha relazzato con gli alunni della 2G dell’istituto Comprensivo Statale di I grado De Andreis a Milano. In un momento di grande incertezza, tra chiusure e riaperture, il lavoro si è svolto in modo collettivo e concordato con i ragazzi in tutte le sue fasi. Dopo una ricerca accurata sugli usi nella lingua italiana di duemila tra termini, parole, definizioni, locuzioni o modi di dire che hanno a che fare direttamente o indirettamente con la parola aria, sono stati <strong><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/18-ferdinando-mazzitelli/elenco-d-aria">elencati</a></strong> quelli che si ripetono con più frequenza nel nostro vocabolario. La fase successiva ha riguardato la scelta di uno tra questi termini da parte dei ragazzi che lo hanno poi rappresentato, disegnandolo in maniera: personale, curiosa, estrosa, stramba, stravagante, bizzarra. I disegni sono stati poi scambiati e ognuno ha interpretato, sia in maniera oggettiva che soggettiva, il lavoro dell’altro. Nell’audio potrete ascoltare alcune tra queste interpretazioni scelte e lette dai ragazzi quindi buon ascolto!</p>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/sull-aria">&hellip;per un lessico dell improvvisazione</a></h4>
<hr />
<h4>Un grazie affettuoso e divertito alle ragazze e ai ragazzi della 2G dell’Istituto Comprensivo Statale di I grado De Andreis a Milano: Anjelo, Rebecca, Alberto, Josue, Jacopo F, Alexandros, Martina, Greta, Luna, Livia, Niccolò, Rohan, Giada, Pietro, Elisa, Antonella, Riccardo, Jacopo V.  Un grazie particolare alla professoressa Chiara Carpentieri di Italiano che ha aiutato i ragazzi per la parte linguistica e nella comprensione dell’opera e soprattutto ha permesso di svolgere le attività nelle sue ore. Grazie alle famiglie.</h4>
<hr />
<h4>Ferdinando Mazzitelli è un artista visivo nato a Marzi in provincia di Cosenza, attualmente vive a Milano. Inizia la sua attività espositiva in Italia e all’estero nei primi anni 90; partecipa ad Oreste (1997/2002); ideatore del progetto  a&gt;Monte in provincia di Matera; è tra co-fondatori di Macao a Milano. Ha partecipato e tenuto lezioni e conferenze in diverse accademie e istituzioni pubbliche e private.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/18-ferdinando-mazzitelli/dda4746756-1715897949/18.-ferdinando-mazzitelli.mp3"></source></audio>
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<p>Il podcast è il risultato di un laboratorio iniziato tra gennaio e marzo 2021 che l&#8217;artista ha relazzato con gli alunni della 2G dell’istituto Comprensivo Statale di I grado De Andreis a Milano. In un momento di grande incertezza, tra chiusure e riaperture, il lavoro si è svolto in modo collettivo e concordato con i ragazzi in tutte le sue fasi. Dopo una ricerca accurata sugli usi nella lingua italiana di duemila tra termini, parole, definizioni, locuzioni o modi di dire che hanno a che fare direttamente o indirettamente con la parola aria, sono stati <strong><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/18-ferdinando-mazzitelli/elenco-d-aria">elencati</a></strong> quelli che si ripetono con più frequenza nel nostro vocabolario. La fase successiva ha riguardato la scelta di uno tra questi termini da parte dei ragazzi che lo hanno poi rappresentato, disegnandolo in maniera: personale, curiosa, estrosa, stramba, stravagante, bizzarra. I disegni sono stati poi scambiati e ognuno ha interpretato, sia in maniera oggettiva che soggettiva, il lavoro dell’altro. Nell’audio potrete ascoltare alcune tra queste interpretazioni scelte e lette dai ragazzi quindi buon ascolto!</p>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/sull-aria">&hellip;per un lessico dell improvvisazione</a></h4>
<hr />
<h4>Un grazie affettuoso e divertito alle ragazze e ai ragazzi della 2G dell’Istituto Comprensivo Statale di I grado De Andreis a Milano: Anjelo, Rebecca, Alberto, Josue, Jacopo F, Alexandros, Martina, Greta, Luna, Livia, Niccolò, Rohan, Giada, Pietro, Elisa, Antonella, Riccardo, Jacopo V.  Un grazie particolare alla professoressa Chiara Carpentieri di Italiano che ha aiutato i ragazzi per la parte linguistica e nella comprensione dell’opera e soprattutto ha permesso di svolgere le attività nelle sue ore. Grazie alle famiglie.</h4>
<hr />
<h4>Ferdinando Mazzitelli è un artista visivo nato a Marzi in provincia di Cosenza, attualmente vive a Milano. Inizia la sua attività espositiva in Italia e all’estero nei primi anni 90; partecipa ad Oreste (1997/2002); ideatore del progetto  a&gt;Monte in provincia di Matera; è tra co-fondatori di Macao a Milano. Ha partecipato e tenuto lezioni e conferenze in diverse accademie e istituzioni pubbliche e private.</h4>]]></description>
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      <title>10. Massimo Mazzone</title>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/10-massimo-mazzone/b46022b5bb-1715897949/10.-massimo-mazzone.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/10-massimo-mazzone/32ef34777b-1715897949/nuvola-rossa.jpg"><figcaption>Nuvola Rossa. Eur Floating Space. Arch. Massimiliano Fuksas, scultura Massimo Mazzone e Emiliano Coletta. Padiglione Italia, NEXT, VIII Biennale di Venezia, sez. Architettura, 2002.</figcaption></figure>
<p>4 minuti in cui Massimo Mazzone propone un assembaggio poetico dedicato al &#171;&#160;cielo&#160;&#187; e alle sue &#171;&#160;nuvole&#160;&#187;. Estrapolato da un suo scritto del 2000, la voce dell&#8217;artista ci accompagna in una evocazione di immagini tratte dalla storia dell&#8217;arte e testi poetici di Vladimir Majakovskij, Luke Howard, Grazia Deledda, Domenico Modugno, Kahlil Gibran, Fabrizio de Andrè, così che&#8230;</p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.&#160;&#187; Kahlil Gibran</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Massimo Mazzone (Roma, IT 1967) artista e attivista portavoce del collettivo Escuela Moderna/Ateneo Libertario; porta avanti una ricerca sulle relazioni tra corpo, scultura e architettura. Insegna Tecniche della Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera; ha partecipato alle Biennale di Venezia nel 2000, 2001, 2002, 2006, 2008, 2016, 2017, 2018 e pubblicato libri e articoli con Stampa Alternativa, Mimesis, Libertaria, ApARTe, Artslife, Artribune, Hipo-Tesis, Catedra, Metalocus, UTET, Bordeaux, Milieu, Prospettive, Argòs&#8230;</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/10-massimo-mazzone/b46022b5bb-1715897949/10.-massimo-mazzone.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/10-massimo-mazzone/32ef34777b-1715897949/nuvola-rossa.jpg"><figcaption>Nuvola Rossa. Eur Floating Space. Arch. Massimiliano Fuksas, scultura Massimo Mazzone e Emiliano Coletta. Padiglione Italia, NEXT, VIII Biennale di Venezia, sez. Architettura, 2002.</figcaption></figure>
<p>4 minuti in cui Massimo Mazzone propone un assembaggio poetico dedicato al &#171;&#160;cielo&#160;&#187; e alle sue &#171;&#160;nuvole&#160;&#187;. Estrapolato da un suo scritto del 2000, la voce dell&#8217;artista ci accompagna in una evocazione di immagini tratte dalla storia dell&#8217;arte e testi poetici di Vladimir Majakovskij, Luke Howard, Grazia Deledda, Domenico Modugno, Kahlil Gibran, Fabrizio de Andrè, così che&#8230;</p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.&#160;&#187; Kahlil Gibran</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Massimo Mazzone (Roma, IT 1967) artista e attivista portavoce del collettivo Escuela Moderna/Ateneo Libertario; porta avanti una ricerca sulle relazioni tra corpo, scultura e architettura. Insegna Tecniche della Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera; ha partecipato alle Biennale di Venezia nel 2000, 2001, 2002, 2006, 2008, 2016, 2017, 2018 e pubblicato libri e articoli con Stampa Alternativa, Mimesis, Libertaria, ApARTe, Artslife, Artribune, Hipo-Tesis, Catedra, Metalocus, UTET, Bordeaux, Milieu, Prospettive, Argòs&#8230;</h4>]]></description>
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      <title>05. Maria Pecchioli</title>
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      <pubDate>Mon, 28 Dec 2020 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/07-maria-pecchioli/69ede00a7b-1715897949/05.maria-pecchioli.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/07-maria-pecchioli/1406e82f21-1715897949/flying_boat-francesco-lana-de-terzi_-wikicommon-1.png"><figcaption>Flying boat, Francesco Lana de Terzi wikicommons</figcaption></figure>
<p><em>The Breathing Boat</em> è un racconto intimo e fantastico sul respiro di una barca e di come cambia mentre contempla le stelle. Maria Pecchioli crea in questo lavoro audio un ritmo poetico che non è solo emissione della voce, ma vibrazione. Una piacevole doccia sonora che suscita immagini sensibili. </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle  una barca respira e sogna una galassia lontana dove&#8230;&#160;&#187;</p>
<hr />
</blockquote>
<h4>Il corpo è al centro della ricerca di  <a href="https://www.mariapecchioli.com/">Maria Pecchioli</a> (Firenze, 1977) come strumento di indagine del contesto etico politico. I progetti più recenti sono legati alla cultura queer e ricerca di genere. Addotta diversi linguaggi estetici como una forma di costruire una consapevolezza basata sul coinvolgimento, la cura e costruzione di comunità. Co-fondatrice e membro del duo artistico-curatoriale <a href="https://www.ramdom.net/en/guests/radical-intention/">Radical Intention</a> (2009) del <a href="https://www.fosca.net/about/">collettivo Fosca</a> (2006) manager dello spazio interdisciplinare di residenza <a href="https://www.cornioloartplatform.net/">Corniolo Art Platform</a> (dal 2010).</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/07-maria-pecchioli/69ede00a7b-1715897949/05.maria-pecchioli.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/07-maria-pecchioli/1406e82f21-1715897949/flying_boat-francesco-lana-de-terzi_-wikicommon-1.png"><figcaption>Flying boat, Francesco Lana de Terzi wikicommons</figcaption></figure>
<p><em>The Breathing Boat</em> è un racconto intimo e fantastico sul respiro di una barca e di come cambia mentre contempla le stelle. Maria Pecchioli crea in questo lavoro audio un ritmo poetico che non è solo emissione della voce, ma vibrazione. Una piacevole doccia sonora che suscita immagini sensibili. </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle una barca respira e sogna una galassia lontana dove sotto un cielo di stelle  una barca respira e sogna una galassia lontana dove&#8230;&#160;&#187;</p>
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<h4>Il corpo è al centro della ricerca di  <a href="https://www.mariapecchioli.com/">Maria Pecchioli</a> (Firenze, 1977) come strumento di indagine del contesto etico politico. I progetti più recenti sono legati alla cultura queer e ricerca di genere. Addotta diversi linguaggi estetici como una forma di costruire una consapevolezza basata sul coinvolgimento, la cura e costruzione di comunità. Co-fondatrice e membro del duo artistico-curatoriale <a href="https://www.ramdom.net/en/guests/radical-intention/">Radical Intention</a> (2009) del <a href="https://www.fosca.net/about/">collettivo Fosca</a> (2006) manager dello spazio interdisciplinare di residenza <a href="https://www.cornioloartplatform.net/">Corniolo Art Platform</a> (dal 2010).</h4>]]></description>
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        <item>
      <title>26. Radio Solaire Diffusion Rurale</title>
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      <pubDate>Mon, 28 Jun 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/26-radio-solaire-livorno/182f359405-1715897949/radio_solaire_fiera.jpeg"><figcaption><em>Festival Ondes de liberté</em> - Bamako (Mali) 2001</figcaption></figure>
<p>Un mixaggio di tracce storiche, voci e musiche provenienti dal continente africano realizzato da Massimo Carozzi. Il podcast funziona come prefazione di <a href="https://on-air.caricomassimo.org/ore-d-aria/radio-solaire#content">Radio Solaire Livorno</a>, il progetto di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci dedicato a Giorgio Lolli, tecnico radio bolognese che impianta a Bamakò, in Mali, la prima radio libera ad onde corte africana. Una esperienza che si diffonderà in pochi anni in tutto il continente nero formando tecnici e impiantando oltre 500 stazioni. La &#171;&#160;Solaire&#160;&#187; è la società fondata da Lolli per la diffusione di emittenti radio nelle comunità locali africane. Radio Solaire va oggi in onda a Livorno,  all&#8217;interno di &#171;&#160;Ore d&#8217;Aria&#160;&#187;:</p>
<blockquote>
<p>«La cosa che ho marcato in Africa è la mancanza di informazione e, comunque, l&#8217;impossibilità di comunicare delle persone perchè non hanno i mezzi. Allora ho pensato: facciamo una radio&#160;&#187;<br />
Giorgio Lolli</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Prodotto e mixato da Massimo Carozzi da un’idea di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci</h4>
<h4><strong>Voci:</strong> Giorgio Lolli, Andrea Borgnino, Father Pietro Ruzzi, Marco Funes</h4>
<h4><strong>Musiche:</strong> Ikenga Superstars - Nwannemu Oho, Ata Kak - Medofo, El Rego - Vive le renoveau, Idassane Mohamed wallet - Aylana, Eco Taylor &amp; Uhuru Yenzu - Victory, Kipsigis - Chemirocha</h4>
<h4><strong>Estratti Radio:</strong> IKA FM Bamako, Radio Dorko Bamako, Radio Kledu Mali, RFI AfriqueRadio Jamana Koulikoro</h4>
<h4><strong>Ambienti:</strong> aporee.org</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/26-radio-solaire-livorno/65cc513dbc-1715897949/26.-radio-solaire-livorno.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/26-radio-solaire-livorno/182f359405-1715897949/radio_solaire_fiera.jpeg"><figcaption><em>Festival Ondes de liberté</em> - Bamako (Mali) 2001</figcaption></figure>
<p>Un mixaggio di tracce storiche, voci e musiche provenienti dal continente africano realizzato da Massimo Carozzi. Il podcast funziona come prefazione di <a href="https://on-air.caricomassimo.org/ore-d-aria/radio-solaire#content">Radio Solaire Livorno</a>, il progetto di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci dedicato a Giorgio Lolli, tecnico radio bolognese che impianta a Bamakò, in Mali, la prima radio libera ad onde corte africana. Una esperienza che si diffonderà in pochi anni in tutto il continente nero formando tecnici e impiantando oltre 500 stazioni. La &#171;&#160;Solaire&#160;&#187; è la società fondata da Lolli per la diffusione di emittenti radio nelle comunità locali africane. Radio Solaire va oggi in onda a Livorno,  all&#8217;interno di &#171;&#160;Ore d&#8217;Aria&#160;&#187;:</p>
<blockquote>
<p>«La cosa che ho marcato in Africa è la mancanza di informazione e, comunque, l&#8217;impossibilità di comunicare delle persone perchè non hanno i mezzi. Allora ho pensato: facciamo una radio&#160;&#187;<br />
Giorgio Lolli</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Prodotto e mixato da Massimo Carozzi da un’idea di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci</h4>
<h4><strong>Voci:</strong> Giorgio Lolli, Andrea Borgnino, Father Pietro Ruzzi, Marco Funes</h4>
<h4><strong>Musiche:</strong> Ikenga Superstars - Nwannemu Oho, Ata Kak - Medofo, El Rego - Vive le renoveau, Idassane Mohamed wallet - Aylana, Eco Taylor &amp; Uhuru Yenzu - Victory, Kipsigis - Chemirocha</h4>
<h4><strong>Estratti Radio:</strong> IKA FM Bamako, Radio Dorko Bamako, Radio Kledu Mali, RFI AfriqueRadio Jamana Koulikoro</h4>
<h4><strong>Ambienti:</strong> aporee.org</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>22. Wukir Suryadi</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Apr 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/22-wukir-suryadi/50a4b8fcc0-1715897949/22.-wukir-suryadi.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/22-wukir-suryadi/68989ee82c-1715897949/37144805_10217950358140668_614311916830982144_n.jpg"><figcaption>Albero accanto alla casa di Wukir Suryadi</figcaption></figure>
<p>Wukir Suryadi è una persona molto particolare, piena di gioia e generosità. Musicista e costruttore di strumenti mescola musica sperimentale e tradizioni folcloristiche, facendo diventare tutto musica, tutto musicale. Quando lo abbiamo invitato a contribuire ad On Air sono passate alcune settimane poi, all&#8217;improvviso, abbiamo ricevuto due tracce audio: <em>pleasantries politics</em> e <em>weak world</em> due punti che definiscono una lunghezza d&#8217;onda appositamente realizzato per noi utilizzando <a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/22-wukir-suryadi/spatulas">spatole modificate</a>, accompagnate da queste righe di testo che condividiamo con voi:</p>
<blockquote>
<p>«&#8230; il mondo è debole, le persone seguono la stessa tendenza verso lo stesso obiettivo, lo stesso stile di vita, la stessa prospettiva, volenti o nolenti, che ce ne rendiamo conto o meno, ci limitiamo a seguirle. Tutto è facile, ma in realtà è occupazione forzata&#8230; diventa una necessità per tutti, ma alla fine, qualcuno deve lottare fino alla morte ogni giorno per soddisfare quei bisogni&#8230; L&#8217;aria si riferisce alla miscela di gas che si trova sulla superficie terrestre. L&#8217;aria è invisibile, inodore e insapore. La presenza dell&#8217;aria può essere vista solo dal vento che muove un oggetto. L&#8217;aria è un tipo di risorsa naturale perché ha molte funzioni per gli esseri viventi. Come mantenere l&#8217;aria pura? Come dovrebbe essere? Ha molti significati svianti. Spero solo che l&#8217;aria sana possa proteggere le persone da pensieri che portano alla distruzione della coscienza&#8230; l&#8217;aria sana terrà le persone lontane dai pensieri malvagi&#8230; l&#8217;aria&#8230; è sporca, è problematica&#8230; ora ne paghiamo le conseguenze&#8230; &#171;&#160;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Wukir Suryadi (Java, 1977) musicista e costruttore di strumenti che mescola musica sperimentale e tradizioni folcloristiche. La sua band  <a href="https://senyawa.tumblr.com/">Senyawa</a> riscosse un notevole successo sulla scena musicale internazionale. Si descrive come un &#171;&#160;ricercatore di suoni&#160;&#187;, ha prodotto arrangiamenti musicali e sound design per Teater Idiot e Teater Ragil. Ha preso parte al Bengkel Teater diretto da WS Rendra, uno dei principali poeti, drammaturghi e registi dell&#8217;Indonesia, e alla Biennale di Yinchuan a cura di Marco Scotini.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/22-wukir-suryadi/50a4b8fcc0-1715897949/22.-wukir-suryadi.mp3"></source></audio>
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<p>Wukir Suryadi è una persona molto particolare, piena di gioia e generosità. Musicista e costruttore di strumenti mescola musica sperimentale e tradizioni folcloristiche, facendo diventare tutto musica, tutto musicale. Quando lo abbiamo invitato a contribuire ad On Air sono passate alcune settimane poi, all&#8217;improvviso, abbiamo ricevuto due tracce audio: <em>pleasantries politics</em> e <em>weak world</em> due punti che definiscono una lunghezza d&#8217;onda appositamente realizzato per noi utilizzando <a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/22-wukir-suryadi/spatulas">spatole modificate</a>, accompagnate da queste righe di testo che condividiamo con voi:</p>
<blockquote>
<p>«&#8230; il mondo è debole, le persone seguono la stessa tendenza verso lo stesso obiettivo, lo stesso stile di vita, la stessa prospettiva, volenti o nolenti, che ce ne rendiamo conto o meno, ci limitiamo a seguirle. Tutto è facile, ma in realtà è occupazione forzata&#8230; diventa una necessità per tutti, ma alla fine, qualcuno deve lottare fino alla morte ogni giorno per soddisfare quei bisogni&#8230; L&#8217;aria si riferisce alla miscela di gas che si trova sulla superficie terrestre. L&#8217;aria è invisibile, inodore e insapore. La presenza dell&#8217;aria può essere vista solo dal vento che muove un oggetto. L&#8217;aria è un tipo di risorsa naturale perché ha molte funzioni per gli esseri viventi. Come mantenere l&#8217;aria pura? Come dovrebbe essere? Ha molti significati svianti. Spero solo che l&#8217;aria sana possa proteggere le persone da pensieri che portano alla distruzione della coscienza&#8230; l&#8217;aria sana terrà le persone lontane dai pensieri malvagi&#8230; l&#8217;aria&#8230; è sporca, è problematica&#8230; ora ne paghiamo le conseguenze&#8230; &#171;&#160;</p>
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<hr />
<h4>Wukir Suryadi (Java, 1977) musicista e costruttore di strumenti che mescola musica sperimentale e tradizioni folcloristiche. La sua band  <a href="https://senyawa.tumblr.com/">Senyawa</a> riscosse un notevole successo sulla scena musicale internazionale. Si descrive come un &#171;&#160;ricercatore di suoni&#160;&#187;, ha prodotto arrangiamenti musicali e sound design per Teater Idiot e Teater Ragil. Ha preso parte al Bengkel Teater diretto da WS Rendra, uno dei principali poeti, drammaturghi e registi dell&#8217;Indonesia, e alla Biennale di Yinchuan a cura di Marco Scotini.</h4>]]></description>
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        <item>
      <title>04. Iacopo Seri</title>
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      <pubDate>Fri, 25 Dec 2020 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/04-iacopo-seri/033849b5cb-1715897949/01.-iacopo-seri.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/04-iacopo-seri/c4ff4af325-1715897949/flauto-on-air.jpg"><figcaption>flauto. un giorno dopo San Martino</figcaption></figure>
<p>L’artista Iacopo Seri ci regala una performance audio in cui il suono bucolico di uno strumento a fiato si alterna alla lettura di poesie dettate da un suggeritore automatico, a partire dalla parola &#171;&#160;ARIA&#160;&#187; &#8230;e poi ci sentiamo…</p>
<hr />
<h4>Iacopo Seri (Arezzo, 1983) è un artista che utilizza la performance, la disarticolazione del linguaggio, stati di coscienza non ordinari, esplorazione di luoghi tangibili e sottili per una comprensione non convenzionale della realtà.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/04-iacopo-seri/033849b5cb-1715897949/01.-iacopo-seri.mp3"></source></audio>
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<p>L’artista Iacopo Seri ci regala una performance audio in cui il suono bucolico di uno strumento a fiato si alterna alla lettura di poesie dettate da un suggeritore automatico, a partire dalla parola &#171;&#160;ARIA&#160;&#187; &#8230;e poi ci sentiamo…</p>
<hr />
<h4>Iacopo Seri (Arezzo, 1983) è un artista che utilizza la performance, la disarticolazione del linguaggio, stati di coscienza non ordinari, esplorazione di luoghi tangibili e sottili per una comprensione non convenzionale della realtà.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>09. Valeria Montoya</title>
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      <pubDate>Mon, 25 Jan 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/08-valeria-montoya/e56fff7e56-1715897949/valeria-montoya.jpg"><figcaption>still  da <em>The Sound of a Burning Sun</em></figcaption></figure>
<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/08-valeria-montoya/24f2ba8f88-1715897949/05.-val-montoya.mp3"></source></audio>
<p>Valeria Montoya racconta un processo creativo che sintonizza l&#8217;atto della visione al suo corpo, al flusso del respiro. Un rapporto armonico che permette di percepire il &#171;&#160;suono del sole ardente&#160;&#187;: &#171;&#160;<a href="https://on-air.caricomassimo.org/en/airchive/the-sound-of-a-burning-sun-the-honey-of-all-of-my-dreams">The Sound of a Burning Sun: The honey of all of my dreams</a>&#160;&#187;, è un lavoro video su nastro elettromagnetico Hi8 che scorre parallelo al testo scritto. Un saggio sull&#8217;atto del vedere e sull&#8217;atto del leggere, in quanto a narrazione, ma che riflette anche sulla realtà materiale che rende possibile l&#8217;immagine in movimento e la scrittura.</p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230;c&#8217;è un processo magnetico che avviene mentre registri&#8230;che è connesso all&#8217;azione di scrivere su un pezzo di carta, muovere i piedi e camminare. Quando si utilizza il nastro per registrare immagini o suoni si verifica un processo sull&#8217;aria, un flusso magnetico&#8230;che passa attraverso una macchina&#8230;controllata dal corpo umano&#8230;in un certo senso ti sintonizzi con esso&#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4><a href="https://valeriaxmontoya.tumblr.com/">Valeria Montoya</a> (Messico, 1983) nata come donna ispanica, messicana. Pratica la camminata come strumento essenziale per studiare e vivere il paesaggio di un territorio. Usa la passeggiata urbana come processo per pensare alle possibilità politiche, somatiche e immaginative della pratica artistica e curatoriale, e del suo rapporto con lo spazio pubblico  <a href="https://www.thelabprogram.com/">curatorship</a>. Sta ancora imparando a camminare.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/08-valeria-montoya/e56fff7e56-1715897949/valeria-montoya.jpg"><figcaption>still  da <em>The Sound of a Burning Sun</em></figcaption></figure>
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<p>Valeria Montoya racconta un processo creativo che sintonizza l&#8217;atto della visione al suo corpo, al flusso del respiro. Un rapporto armonico che permette di percepire il &#171;&#160;suono del sole ardente&#160;&#187;: &#171;&#160;<a href="https://on-air.caricomassimo.org/en/airchive/the-sound-of-a-burning-sun-the-honey-of-all-of-my-dreams">The Sound of a Burning Sun: The honey of all of my dreams</a>&#160;&#187;, è un lavoro video su nastro elettromagnetico Hi8 che scorre parallelo al testo scritto. Un saggio sull&#8217;atto del vedere e sull&#8217;atto del leggere, in quanto a narrazione, ma che riflette anche sulla realtà materiale che rende possibile l&#8217;immagine in movimento e la scrittura.</p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230;c&#8217;è un processo magnetico che avviene mentre registri&#8230;che è connesso all&#8217;azione di scrivere su un pezzo di carta, muovere i piedi e camminare. Quando si utilizza il nastro per registrare immagini o suoni si verifica un processo sull&#8217;aria, un flusso magnetico&#8230;che passa attraverso una macchina&#8230;controllata dal corpo umano&#8230;in un certo senso ti sintonizzi con esso&#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4><a href="https://valeriaxmontoya.tumblr.com/">Valeria Montoya</a> (Messico, 1983) nata come donna ispanica, messicana. Pratica la camminata come strumento essenziale per studiare e vivere il paesaggio di un territorio. Usa la passeggiata urbana come processo per pensare alle possibilità politiche, somatiche e immaginative della pratica artistica e curatoriale, e del suo rapporto con lo spazio pubblico  <a href="https://www.thelabprogram.com/">curatorship</a>. Sta ancora imparando a camminare.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>17. Jiř&#237; Kovanda</title>
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      <pubDate>Mon, 22 Mar 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/17-jiri-kovanda/76a6ce5540-1715897949/17.-pruvan-_draught_jiri_kovanda_2020.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/17-jiri-kovanda/4ae793449f-1715897949/pruvan-1.jpg"><figcaption>Průvan / Corrente d’aria, un minuto nel mio appartamento, tutte le finestre aperte (Novembre 28, 2020)</figcaption></figure>
<p>Un minuto per registrare la corrente d&#8217;aria che, a finestre aperte, entra nell&#8217;appartamento. Jiří Kovanda propone un gesto eccezionalmente sfuggente e volatile, appositamente pensato per On Air.</p>
<hr />
<h4>Jiří Kovanda (Praga, 1953) è una delle figure chiave dell&#8217;arte concettuale ceca. Ha organizzato le sue prime performance in spazi pubblici a Praga a metà degli anni &#8216;70. Le sue azioni minime, tutte basate su uno scenario dettagliato, sono state registrate attraverso fotografie in bianco e nero e opuscoli di istruzioni. Quelle azioni banali appaiono leggermente stonate, permettendoci, attraverso questa combinazione di apparente semplicità e squilibrio, di cogliere l&#8217;individuo e ciò che rimane reale e umano in una società sotto sorveglianza.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/17-jiri-kovanda/76a6ce5540-1715897949/17.-pruvan-_draught_jiri_kovanda_2020.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/17-jiri-kovanda/4ae793449f-1715897949/pruvan-1.jpg"><figcaption>Průvan / Corrente d’aria, un minuto nel mio appartamento, tutte le finestre aperte (Novembre 28, 2020)</figcaption></figure>
<p>Un minuto per registrare la corrente d&#8217;aria che, a finestre aperte, entra nell&#8217;appartamento. Jiří Kovanda propone un gesto eccezionalmente sfuggente e volatile, appositamente pensato per On Air.</p>
<hr />
<h4>Jiří Kovanda (Praga, 1953) è una delle figure chiave dell&#8217;arte concettuale ceca. Ha organizzato le sue prime performance in spazi pubblici a Praga a metà degli anni &#8216;70. Le sue azioni minime, tutte basate su uno scenario dettagliato, sono state registrate attraverso fotografie in bianco e nero e opuscoli di istruzioni. Quelle azioni banali appaiono leggermente stonate, permettendoci, attraverso questa combinazione di apparente semplicità e squilibrio, di cogliere l&#8217;individuo e ciò che rimane reale e umano in una società sotto sorveglianza.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>13. Stefano Chiodi</title>
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      <itunes:image href="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/191394f7aa-1715897949/unnamed-copia-1400x.jpg" />
      <pubDate>Mon, 22 Feb 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/4ee503a912-1715897949/13.-stefano-chiodi.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/191394f7aa-1715897949/unnamed-copia.jpg"><figcaption>immagini tratte da <em>Lo sguardo dal di fuori. Nuove frontiere dello spazio e dell’immaginario</em> di Alberto Boatto, 1981</figcaption></figure>
<p>50 minuti per ripercorre il ruolo di una figura, tanto brillante quanto isolata, della critica dell&#8217;arte militante italiana: Alberto Boatto. A pochi anni dalla sua scomparsa il Museo MAXXI di Roma gli dedica un importante focus con materiali selezionati dal suo archivio. Stefano Chiodi, cuatore della mostra, racconta  per &#171;&#160;Rubriche d&#8217;Aria&#160;&#187; come la scrittura critica, vissuta da Boatto come un atto intellettuale e alieno da strategie e politiche culturali, si fa “sguardo dal di fuori”, ovvero uno sguardo insieme del naufrago e dell’esploratore spaziale, di chi cioè osserva il mondo da un punto esterno, solitario, remoto, e ne coglie una fisionomia nuova e sorprendente&#8230;</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;nell&#8217;epoca dei viaggi spaziali &#8230; l&#8217;immagine del pianeta Terra si è modificata grazie alle fotografie dei satelliti &#8230; questa suggestione cosmologica porta Boatto a ragionare su che cosa sia lo sguardo, che cosa comporti lo sguarda dal di fuori, per la prima volta questo sguardo annulla le differenze umane, la Terra è unita &#8230; Boatto si sottrae così alla lotta dell&#8217;attualità e in questo modo paga un prezzo che è l&#8217;isolamento, la solitudine, la remotezza come un&#8217;astronauta in orbita, quello che guadagna è una visione senza pari, del mondo come insieme&#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Stefano Chiodi insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre. Ha pubblicato numerosi saggi sull’arte e la cultura visiva tra primo e secondo Novecento; il suo libro più recente è Genius Loci. Anatomia di un mito italiano (2021). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Marina Ballo Charmet, Con la coda dell’occhio. Scritti sulla fotografia (2017); Alberto Boatto, Ghenos Eros Thanatos e altri scritti sull’arte 1968-2015 (2016). La mostra che ha curato al <a href="https://www.maxxi.art/events/alberto-boatto-lo-sguardo-dal-di-fuori/">MAXXI di Roma, Alberto Boatto. Lo sguardo dal di fuori</a>, resta aperta fino a ottobre 2021.</h4>
<hr />
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/consulta-documenti">consulta i materiali</a></h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/4ee503a912-1715897949/13.-stefano-chiodi.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/191394f7aa-1715897949/unnamed-copia.jpg"><figcaption>immagini tratte da <em>Lo sguardo dal di fuori. Nuove frontiere dello spazio e dell’immaginario</em> di Alberto Boatto, 1981</figcaption></figure>
<p>50 minuti per ripercorre il ruolo di una figura, tanto brillante quanto isolata, della critica dell&#8217;arte militante italiana: Alberto Boatto. A pochi anni dalla sua scomparsa il Museo MAXXI di Roma gli dedica un importante focus con materiali selezionati dal suo archivio. Stefano Chiodi, cuatore della mostra, racconta  per &#171;&#160;Rubriche d&#8217;Aria&#160;&#187; come la scrittura critica, vissuta da Boatto come un atto intellettuale e alieno da strategie e politiche culturali, si fa “sguardo dal di fuori”, ovvero uno sguardo insieme del naufrago e dell’esploratore spaziale, di chi cioè osserva il mondo da un punto esterno, solitario, remoto, e ne coglie una fisionomia nuova e sorprendente&#8230;</p>
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<p>«&#8230;nell&#8217;epoca dei viaggi spaziali &#8230; l&#8217;immagine del pianeta Terra si è modificata grazie alle fotografie dei satelliti &#8230; questa suggestione cosmologica porta Boatto a ragionare su che cosa sia lo sguardo, che cosa comporti lo sguarda dal di fuori, per la prima volta questo sguardo annulla le differenze umane, la Terra è unita &#8230; Boatto si sottrae così alla lotta dell&#8217;attualità e in questo modo paga un prezzo che è l&#8217;isolamento, la solitudine, la remotezza come un&#8217;astronauta in orbita, quello che guadagna è una visione senza pari, del mondo come insieme&#8230;&#160;&#187;</p>
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<h4>Stefano Chiodi insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre. Ha pubblicato numerosi saggi sull’arte e la cultura visiva tra primo e secondo Novecento; il suo libro più recente è Genius Loci. Anatomia di un mito italiano (2021). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Marina Ballo Charmet, Con la coda dell’occhio. Scritti sulla fotografia (2017); Alberto Boatto, Ghenos Eros Thanatos e altri scritti sull’arte 1968-2015 (2016). La mostra che ha curato al <a href="https://www.maxxi.art/events/alberto-boatto-lo-sguardo-dal-di-fuori/">MAXXI di Roma, Alberto Boatto. Lo sguardo dal di fuori</a>, resta aperta fino a ottobre 2021.</h4>
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<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/12-stefano-chiodi/consulta-documenti">consulta i materiali</a></h4>]]></description>
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      <title>03. Eva Brioschi</title>
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      <pubDate>Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/03-eva-brioschi/c758856227-1715897949/ruth-proctor-16.37.24.jpg"><figcaption>Ruth Proctor, <em>I am neither here nor there</em> (postcard), courtesy Galleria Norma Mangione</figcaption></figure>
<p>Tutto d’un fiato, Eva Brioschi ci offre una dissertazione sull’aria, dalla sua corrispondenza con la libertà, alle diverse modalità in cui i corpi entrano in rapporto con essa, fino ad approdare all’opera di Henri Chopin. L’artista francese (Parigi, 1922),  negli anni 50 riceve in regalo un magnetofono ed inizia a sperimentare la lingua, lavorando sugli stessi fonemi, sulla voce, sul corpo. La voce, potente e libera, captata elettronicamente, diventa una esperienza sensoriale totale. Il fine ultimo è la libertà come reazione al logocentrismo.</p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;La paura aleggia ovunque in questo periodo storico…ci allontana…ci trasfigura…stravolge la nostra fisicità e identità. Chopin non teme niente, rifiuta di assoggettare la potenza della vita ad alcunché, men che meno alla parola…il corpo è essenziale alla vita senza bisogno di spiegazione…questo linguaggio nuovo, non semantico, può rappresentare una forma di comunicazione libera e universale che puo’ partecipare alla creazione di un mondo nuovo, libero…&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Eva Brioschi è una curatrice e critico d’arte. Ha collaborato con l’Archivio Casorati di Torino, il Museo Alvar Aalto, ed è l’attuale curatrice della Collezione La Gaia. Ha curato <em>Moving Tales</em> (Cuneo 2016 - Mousse Publishing 2016), <em>The Corners / In Between</em> (galleria Norma Mangione, 2017), <em>Landon Metz</em> presso la Fondazione Antonio Dalle Nogare. Ha scritto per la pubblicazione di Carico Massimo su Hans Schabus (2017), e ultimamente ha curato la mostra e il catalogo <em>Open Work</em> per ArteFiera Bologna e <em>Henri Chopin. Body Sound Space</em> al Quartz Studio, Torino (2020).</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/03-eva-brioschi/034bedf2b9-1715897949/03.-eva-brioschi.mp3"></source></audio>
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<p>Tutto d’un fiato, Eva Brioschi ci offre una dissertazione sull’aria, dalla sua corrispondenza con la libertà, alle diverse modalità in cui i corpi entrano in rapporto con essa, fino ad approdare all’opera di Henri Chopin. L’artista francese (Parigi, 1922),  negli anni 50 riceve in regalo un magnetofono ed inizia a sperimentare la lingua, lavorando sugli stessi fonemi, sulla voce, sul corpo. La voce, potente e libera, captata elettronicamente, diventa una esperienza sensoriale totale. Il fine ultimo è la libertà come reazione al logocentrismo.</p>
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<p>&#171;&#160;La paura aleggia ovunque in questo periodo storico…ci allontana…ci trasfigura…stravolge la nostra fisicità e identità. Chopin non teme niente, rifiuta di assoggettare la potenza della vita ad alcunché, men che meno alla parola…il corpo è essenziale alla vita senza bisogno di spiegazione…questo linguaggio nuovo, non semantico, può rappresentare una forma di comunicazione libera e universale che puo’ partecipare alla creazione di un mondo nuovo, libero…&#160;&#187;</p>
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<h4>Eva Brioschi è una curatrice e critico d’arte. Ha collaborato con l’Archivio Casorati di Torino, il Museo Alvar Aalto, ed è l’attuale curatrice della Collezione La Gaia. Ha curato <em>Moving Tales</em> (Cuneo 2016 - Mousse Publishing 2016), <em>The Corners / In Between</em> (galleria Norma Mangione, 2017), <em>Landon Metz</em> presso la Fondazione Antonio Dalle Nogare. Ha scritto per la pubblicazione di Carico Massimo su Hans Schabus (2017), e ultimamente ha curato la mostra e il catalogo <em>Open Work</em> per ArteFiera Bologna e <em>Henri Chopin. Body Sound Space</em> al Quartz Studio, Torino (2020).</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>29. Iacopo Seri</title>
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      <pubDate>Thu, 19 May 2022 00:00:00 +0200</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/29-iacopo-seri/61dcb5630f-1715897949/29.-iacopo-seri-maggio-2022.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/29-iacopo-seri/6645890a0c-1715897949/iacopo-seri-maggio-2022.gif"><figcaption>Iacopo Seri</figcaption></figure>
<p><em>Improvvisazione per legnetti e coro</em> è una performance vocale realizzata da Iacopo Seri e gli studenti dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze che hanno assistituo al seminario introduttivo di Mind Fellowships. </p>
<p>L&#8217;artista ha condotto ritmicamente, con due legnetti, la comunità temporanea di studenti che hanno vocalizzato autonomamente una ricerca di armonia collettiva&#8230; </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230;La performance è stata realizzata al termine dell&#8217;incontro con il board di Carico Massimo, nel quale abbiamo illustrato l&#8217;archivio <em>On Air</em> e le borse per gli studenti, dove si è parlato di pensiero come lavoro, di inutilità come necessità. L&#8217;improvvisazione è nata dall&#8217;energia di questo stesso incontro, senza spartito e senza alcuna premeditazione strutturale, con l&#8217;intenzione di tradurre immediatamente in azione l&#8217;incontro tra l&#8217;archivio di <em>On Air</em> e gli studenti. Qualsiasi cosa fosse uscita dalla registrazione sarebbe stata inserita nell&#8217;archivio stesso: il momento ci ha donato questa polifonia minimalista.&#160;&#187; Iacopo Seri</p>
</blockquote>
<h4>Coro: Giovanni Bonechi, Jessica Brunelli, Giacomo Donati, Benedetta Chiari, Sandra Favilli, Sara Fenicia, Xin He, Lisha Liang, Letizia Lo Verde, Jasmine Morandini, Marianna Nieddu, Yurong Nie, Elisa Pietracito, Alessio Pergolesi, Elisa Puglisi, Irene Scartini, Gaia Trabalzi, Marco Martinez, Valentina Serio, Rong Yang, Zhi Chao Wang, Yun Zhang, Wenzheng Zhang, Peng Yuan Zhao.</h4>
<h4>Ringraziamo per il prezioso supporto Marco Raffaele.</h4>
<hr />
<h4>Iacopo Seri (Arezzo, 1983) è un artista che utilizza la performance, la disarticolazione del linguaggio, stati di coscienza non ordinari, esplorazione di luoghi tangibili e sottili per una comprensione non convenzionale della realtà. Parte del direttivo di Carico Massimo.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/29-iacopo-seri/61dcb5630f-1715897949/29.-iacopo-seri-maggio-2022.mp3"></source></audio>
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<p><em>Improvvisazione per legnetti e coro</em> è una performance vocale realizzata da Iacopo Seri e gli studenti dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze che hanno assistituo al seminario introduttivo di Mind Fellowships. </p>
<p>L&#8217;artista ha condotto ritmicamente, con due legnetti, la comunità temporanea di studenti che hanno vocalizzato autonomamente una ricerca di armonia collettiva&#8230; </p>
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<p>&#171;&#160;&#8230;La performance è stata realizzata al termine dell&#8217;incontro con il board di Carico Massimo, nel quale abbiamo illustrato l&#8217;archivio <em>On Air</em> e le borse per gli studenti, dove si è parlato di pensiero come lavoro, di inutilità come necessità. L&#8217;improvvisazione è nata dall&#8217;energia di questo stesso incontro, senza spartito e senza alcuna premeditazione strutturale, con l&#8217;intenzione di tradurre immediatamente in azione l&#8217;incontro tra l&#8217;archivio di <em>On Air</em> e gli studenti. Qualsiasi cosa fosse uscita dalla registrazione sarebbe stata inserita nell&#8217;archivio stesso: il momento ci ha donato questa polifonia minimalista.&#160;&#187; Iacopo Seri</p>
</blockquote>
<h4>Coro: Giovanni Bonechi, Jessica Brunelli, Giacomo Donati, Benedetta Chiari, Sandra Favilli, Sara Fenicia, Xin He, Lisha Liang, Letizia Lo Verde, Jasmine Morandini, Marianna Nieddu, Yurong Nie, Elisa Pietracito, Alessio Pergolesi, Elisa Puglisi, Irene Scartini, Gaia Trabalzi, Marco Martinez, Valentina Serio, Rong Yang, Zhi Chao Wang, Yun Zhang, Wenzheng Zhang, Peng Yuan Zhao.</h4>
<h4>Ringraziamo per il prezioso supporto Marco Raffaele.</h4>
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<h4>Iacopo Seri (Arezzo, 1983) è un artista che utilizza la performance, la disarticolazione del linguaggio, stati di coscienza non ordinari, esplorazione di luoghi tangibili e sottili per una comprensione non convenzionale della realtà. Parte del direttivo di Carico Massimo.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>21. Niccol&#242; Lucarelli (I parte)</title>
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      <itunes:image href="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/21-niccolo-lucarelli/4f6a5fc7b6-1715897949/marianneboeskygallery-chris-burden-edition-of-four-photos-1973-1400x.jpg" />
      <pubDate>Mon, 19 Apr 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/21-niccolo-lucarelli/4f6a5fc7b6-1715897949/marianneboeskygallery-chris-burden-edition-of-four-photos-1973.jpg"><figcaption>Chris Burden, 747, 1973. Performance view, Los Angeles, January 5, 1973. Photo: Terry McDonnel.</figcaption></figure>
<p>Prima parte sulla storia del &#171;&#160;controllo militare dei cieli&#160;&#187; raccontata dalla voce di Niccolò Lucarelli. L’aria è quindi diventata, da spazio fra cielo e terra che da sempre ha ispirato e incuriosito poeti e filosofi, il teatro operativo militare strategicamente più importante. Un esercito moderno, infatti, oggi non affronta più battaglie di terra, ma controlla principalmente dall’alto l’evolversi della situazione, intervenendo con droni o aerei senza pilota. Il primo episodio di questa racconto parte dalla guerra aerea moderna del 1991, con l’Operazione Desert Storm, nei cieli dell’Iraq che inaugura l’aviazione intelligente, capace di colpire obiettivi militari limitando al massimo i danni alla popolazione civile. Ma prima di giungere a questi risultati, la storia dell’aviazione militare ha conosciuto diverse vicende. Il podcast ne traccia sinteticamente le tappe più importanti. Sullo sfondo, l’area del Golfo Persico come, suo malgrado, “laboratorio” fra la guerra del passato e la guerra del futuro.</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;l&#8217;aria è sempre stata un elemento indispensabile per la vita umana&#8230;un elemento impalpabile, eppur concreto per questa importanza che ha per la vita umana&#8230;qualcosa di delicato e profondo che è stata nei millenni un oggetto quasi continuo dell&#8217;interesse del genere umano, lo è stato anche dal punto di vista più strettamente prosaico dell&#8217;arte militare, l&#8217;aria è sempre stata considerata un elemento importante da controllare&#8230;» </p>
<hr />
<h4>Niccolò Lucarelli (Prato, 1983) laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d&#8217;arte, storico militare. Collabora con varie testate di settore e con lo Stato Maggiore dell’Esercito.</h4>
</blockquote>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/21-niccolo-lucarelli/83730c42e3-1715897949/21.-niccolo-lucarelli.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/21-niccolo-lucarelli/4f6a5fc7b6-1715897949/marianneboeskygallery-chris-burden-edition-of-four-photos-1973.jpg"><figcaption>Chris Burden, 747, 1973. Performance view, Los Angeles, January 5, 1973. Photo: Terry McDonnel.</figcaption></figure>
<p>Prima parte sulla storia del &#171;&#160;controllo militare dei cieli&#160;&#187; raccontata dalla voce di Niccolò Lucarelli. L’aria è quindi diventata, da spazio fra cielo e terra che da sempre ha ispirato e incuriosito poeti e filosofi, il teatro operativo militare strategicamente più importante. Un esercito moderno, infatti, oggi non affronta più battaglie di terra, ma controlla principalmente dall’alto l’evolversi della situazione, intervenendo con droni o aerei senza pilota. Il primo episodio di questa racconto parte dalla guerra aerea moderna del 1991, con l’Operazione Desert Storm, nei cieli dell’Iraq che inaugura l’aviazione intelligente, capace di colpire obiettivi militari limitando al massimo i danni alla popolazione civile. Ma prima di giungere a questi risultati, la storia dell’aviazione militare ha conosciuto diverse vicende. Il podcast ne traccia sinteticamente le tappe più importanti. Sullo sfondo, l’area del Golfo Persico come, suo malgrado, “laboratorio” fra la guerra del passato e la guerra del futuro.</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;l&#8217;aria è sempre stata un elemento indispensabile per la vita umana&#8230;un elemento impalpabile, eppur concreto per questa importanza che ha per la vita umana&#8230;qualcosa di delicato e profondo che è stata nei millenni un oggetto quasi continuo dell&#8217;interesse del genere umano, lo è stato anche dal punto di vista più strettamente prosaico dell&#8217;arte militare, l&#8217;aria è sempre stata considerata un elemento importante da controllare&#8230;» </p>
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<h4>Niccolò Lucarelli (Prato, 1983) laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d&#8217;arte, storico militare. Collabora con varie testate di settore e con lo Stato Maggiore dell’Esercito.</h4>
</blockquote>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>08. Vincenzo Estremo</title>
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      <pubDate>Wed, 18 Nov 2020 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/03-vincenzo-estremo/0113a4662f-1715897949/vincenzo-estremo-no-tav.jpg"><figcaption>Vincenzo Estremo  — NO TAV (2020)</figcaption></figure>
<p>Vincenzo Estremo, partendo da Fredric Jameson, parla del rapporto uomo-macchina-natura, dell&#8217;agenda del capitalismo, del lavoro e di come tutto ciò sia alla base del deterioramento ambientale.</p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230;Il <em>Capitalocene</em> non è solo il tema generico del deterioramento ambientale dovuto ad un’industria ed ad una indistinta azione umana, ma è qualcosa di più ampio, qualcosa che influisce e determina il lavoro retribuito, non solo quello associato al capitalismo e alla produzione di valore, ma tutto il lavoro, l’insieme delle trasformazione socio-ecologiche sono necessarimante connesse all&#8217;impatto capitalistico&#8230;&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Vincenzo Estremo (Caserta, IT 1980) è un teorico dell’immagine in movimento, docente di teoria dei media, curatela e fenomenologia dell’immagine presso la <a href="https://www.naba.it/en/">NABA</a> a Milano. Co-dirige la collana editoriale <em><a href="http://mimesisinternational.com/category/cinema-and-contemporary-art/">Cinema and Contemporary Art</a></em> (Mimesis International) ed è tra i fondatori e caporedattore di <a href="https://www.drosteeffectmag.com/about/">Droste Effect</a>. I suoi testi sono apparsi su magazine italiani ed europei.  Ha pubblicato <em>Teoria del lavoro reputazionale</em> (2020), <em>Albert Serra, cinema, arte e performance</em> (2018), <em>Extended Temporalities. Transient Visions in Museum and Art</em> (2016).</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/03-vincenzo-estremo/727d3f2bd9-1715897949/03.-vincenzo-estremo.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/03-vincenzo-estremo/0113a4662f-1715897949/vincenzo-estremo-no-tav.jpg"><figcaption>Vincenzo Estremo  — NO TAV (2020)</figcaption></figure>
<p>Vincenzo Estremo, partendo da Fredric Jameson, parla del rapporto uomo-macchina-natura, dell&#8217;agenda del capitalismo, del lavoro e di come tutto ciò sia alla base del deterioramento ambientale.</p>
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<p>&#171;&#160;&#8230;Il <em>Capitalocene</em> non è solo il tema generico del deterioramento ambientale dovuto ad un’industria ed ad una indistinta azione umana, ma è qualcosa di più ampio, qualcosa che influisce e determina il lavoro retribuito, non solo quello associato al capitalismo e alla produzione di valore, ma tutto il lavoro, l’insieme delle trasformazione socio-ecologiche sono necessarimante connesse all&#8217;impatto capitalistico&#8230;&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Vincenzo Estremo (Caserta, IT 1980) è un teorico dell’immagine in movimento, docente di teoria dei media, curatela e fenomenologia dell’immagine presso la <a href="https://www.naba.it/en/">NABA</a> a Milano. Co-dirige la collana editoriale <em><a href="http://mimesisinternational.com/category/cinema-and-contemporary-art/">Cinema and Contemporary Art</a></em> (Mimesis International) ed è tra i fondatori e caporedattore di <a href="https://www.drosteeffectmag.com/about/">Droste Effect</a>. I suoi testi sono apparsi su magazine italiani ed europei.  Ha pubblicato <em>Teoria del lavoro reputazionale</em> (2020), <em>Albert Serra, cinema, arte e performance</em> (2018), <em>Extended Temporalities. Transient Visions in Museum and Art</em> (2016).</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>24. Cose Cosmiche</title>
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      <pubDate>Mon, 17 May 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/24-cose-cosmiche/f131464e8c-1715897949/24.-cose-cosmiche.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/24-cose-cosmiche/122f570a3e-1715897949/cose-cosmiche_99.jpg"><figcaption>Cose Cosmiche, Conferenza Passeggiando@SS36, Rossini Art Site, Briosco (IT), 2017. Foto: Marco Abete</figcaption></figure>
<p><em>Cosmic Air</em> è un montaggio audio a cura di Helga Franza e Silvia Hell che raccoglie gli interventi di astrofisici, ricercatori, artisti e curatori che sono passati negli anni nella <a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/conferenza-passeggiando?token=8acc11919b4bef75fcc3ded981fb01b53d3733a3">piattaforma</a> di Cose Cosmiche. Le voci di Luca Valenziano, Massimo Cappi, Jan Harms, Mariateresa Crosta, Luciano Boccalatte, Lilith Grassi, Maurizio Guerri, Freddy Paul Grunert si alternano in un racconto multifocale sul cosmo, galassie, stelle, memoria e resistenza&#8230;</p>
<blockquote>
<p>«Abbiamo pensato all’aria come a quel campo vuoto, invisibile…<br />
Avete presente quei grafici…? Uno scienziato ci disse che lo chiamano “il grafico dell’ignoranza”: la <em>torta</em> in cui la percentuale della materia ordinaria nell’universo si aggira solo intorno al 4-5%. Vorremmo scongiurare il picco iniziale dell’effetto Dunning-Kruger relazionando la filosofia e la storia alla scienza e all’arte. Parlare di galassie e stelle, resistenza e insurrezioni attraverso alcuni interventi scelti dal materiale dell’archivio di Cose Cosmiche.» Helga Franza e Silvia Hell</p>
</blockquote>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/24-cose-cosmiche/voci">Le voci di <em>Cosmic Air</em></a></h4>
<hr />
<h4><a href="http://www.cosecosmiche.org/">COSE COSMICHE</a> (nata nel 2011) è una piattaforma di ricerca, produzione e collisione di idee in cui artisti, scienziati e ricercatori provenienti da varie discipline sono invitati a presentare le loro ricerche più recenti su spazio, tempo, energia, vuoto, per definire l’universo in cui viviamo e proporre sempre nuove forme, idee e teorie per rappresentare e spiegare il mondo. Cose Cosmiche è a cura di Helga Franza e Silvia Hell.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/24-cose-cosmiche/f131464e8c-1715897949/24.-cose-cosmiche.mp3"></source></audio>
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<p><em>Cosmic Air</em> è un montaggio audio a cura di Helga Franza e Silvia Hell che raccoglie gli interventi di astrofisici, ricercatori, artisti e curatori che sono passati negli anni nella <a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/conferenza-passeggiando?token=8acc11919b4bef75fcc3ded981fb01b53d3733a3">piattaforma</a> di Cose Cosmiche. Le voci di Luca Valenziano, Massimo Cappi, Jan Harms, Mariateresa Crosta, Luciano Boccalatte, Lilith Grassi, Maurizio Guerri, Freddy Paul Grunert si alternano in un racconto multifocale sul cosmo, galassie, stelle, memoria e resistenza&#8230;</p>
<blockquote>
<p>«Abbiamo pensato all’aria come a quel campo vuoto, invisibile…<br />
Avete presente quei grafici…? Uno scienziato ci disse che lo chiamano “il grafico dell’ignoranza”: la <em>torta</em> in cui la percentuale della materia ordinaria nell’universo si aggira solo intorno al 4-5%. Vorremmo scongiurare il picco iniziale dell’effetto Dunning-Kruger relazionando la filosofia e la storia alla scienza e all’arte. Parlare di galassie e stelle, resistenza e insurrezioni attraverso alcuni interventi scelti dal materiale dell’archivio di Cose Cosmiche.» Helga Franza e Silvia Hell</p>
</blockquote>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/24-cose-cosmiche/voci">Le voci di <em>Cosmic Air</em></a></h4>
<hr />
<h4><a href="http://www.cosecosmiche.org/">COSE COSMICHE</a> (nata nel 2011) è una piattaforma di ricerca, produzione e collisione di idee in cui artisti, scienziati e ricercatori provenienti da varie discipline sono invitati a presentare le loro ricerche più recenti su spazio, tempo, energia, vuoto, per definire l’universo in cui viviamo e proporre sempre nuove forme, idee e teorie per rappresentare e spiegare il mondo. Cose Cosmiche è a cura di Helga Franza e Silvia Hell.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>16. James Sherry</title>
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      <pubDate>Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/16-james-sherry/191d151a27-1715897949/16.-james-sherry.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/16-james-sherry/f875005f7e-1715897949/stacy-doris-chart-roof-2007-p10.jpg"><figcaption>Stacy Doris, diagramma tratto da <em>Cheerleader’s Guide to the World: Council Book</em>. Roof, 2007, p10</figcaption></figure>
<p>Buongiorno. Il mio nome è James Sherry. Scrivo di ambientalismo da più di 30 anni e recentemente mi sono concentrato su come la diversità, oltre che nella molteplicità biologica e sociale, si estende nella forma in cui le idee sono inquadrate e classificate dagli esseri umani e da altri membri della biosfera. Questo podcast è: &#171;&#160;Contro un modello unico&#160;&#187;</p>
<blockquote>
<p>«Noi umani dobbiamo cambiare il modo in cui vediamo noi stessi. Non tutti gli esseri umani, ovviamente, il termine antropocene fa sembrare che il cambiamento climatico sia causato dalla specie e non dall&#8217;accumulazione e dall&#8217;espansione del capitale. I paesi sviluppati e i mercati emergenti che cercano di essere come i paesi sviluppati devono cambiare attitudine. Non tutte le persone in quei paesi. Il problema non è come educare i poveri, ma come educare i ricchi e gli aspiranti alla ricchezza. Come dovremmo educare una persona che non mette in dubbio il proprio punto di vista sul pianeta?&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/against-one-model-alone">versione scritta</a></h4>
<hr />
<h4>James Sherry è uno scrittore e poeta che vive e lavora a New York; autore di 13 libri in prosa e poesia, tra i più recenti ricordiamo <em>The Oligarch</em> (Palgrave, 2018, politica ambientale) e <em>Entangled Bank</em> (Chax, 2016, poesia). In uscita <em>Selfie: Poetry &amp; Ecology</em> (Palgrave, 2021). È editore di <a href="http://www.roofbooks.com/">Roof Books</a> e nel 1977&#160;ha fondato la <a href="http://www.seguefoundation.com/">Segue Foundation</a>.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/16-james-sherry/191d151a27-1715897949/16.-james-sherry.mp3"></source></audio>
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<p>Buongiorno. Il mio nome è James Sherry. Scrivo di ambientalismo da più di 30 anni e recentemente mi sono concentrato su come la diversità, oltre che nella molteplicità biologica e sociale, si estende nella forma in cui le idee sono inquadrate e classificate dagli esseri umani e da altri membri della biosfera. Questo podcast è: &#171;&#160;Contro un modello unico&#160;&#187;</p>
<blockquote>
<p>«Noi umani dobbiamo cambiare il modo in cui vediamo noi stessi. Non tutti gli esseri umani, ovviamente, il termine antropocene fa sembrare che il cambiamento climatico sia causato dalla specie e non dall&#8217;accumulazione e dall&#8217;espansione del capitale. I paesi sviluppati e i mercati emergenti che cercano di essere come i paesi sviluppati devono cambiare attitudine. Non tutte le persone in quei paesi. Il problema non è come educare i poveri, ma come educare i ricchi e gli aspiranti alla ricchezza. Come dovremmo educare una persona che non mette in dubbio il proprio punto di vista sul pianeta?&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/against-one-model-alone">versione scritta</a></h4>
<hr />
<h4>James Sherry è uno scrittore e poeta che vive e lavora a New York; autore di 13 libri in prosa e poesia, tra i più recenti ricordiamo <em>The Oligarch</em> (Palgrave, 2018, politica ambientale) e <em>Entangled Bank</em> (Chax, 2016, poesia). In uscita <em>Selfie: Poetry &amp; Ecology</em> (Palgrave, 2021). È editore di <a href="http://www.roofbooks.com/">Roof Books</a> e nel 1977&#160;ha fondato la <a href="http://www.seguefoundation.com/">Segue Foundation</a>.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>12. Giuseppe Tagarelli</title>
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      <pubDate>Mon, 15 Feb 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-giuseppe-tagarelli/4c3bc9a6a2-1715897949/12.-giuseppe-tagarelli.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-giuseppe-tagarelli/b4e4d2ecc2-1715897949/giulio_aristide_sartorio_-_malaria.jpg"><figcaption>Giulio Aristide Santorio, <em>Malaria</em> (1883)</figcaption></figure>
<p>Mal aria, Mal aire, Mal aere, una parola che nel corso dei secoli passa ad indicare, oltre che la causa, una malattia che ha condizionato la vita economica, sociale, politica e culturale della pensiola italiana; un agente invisibile che ne ha improntato la storia. Post-unità erano 600000 i contagiati e 15000 le morti annue, ma i dati statistici non raccontano come la Malaria ha condizionato il paesaggio e la geografia umana. L&#8217;antropologo e ricercatore Giuseppe Tagarelli ci regala un racconto storico di una malattia che con una traslazione temporale diventa specchio del Terzo Millennio.</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;questo breve racconto stimola a fare delle considerazioni&#8230;la prima è legata sull&#8217;attualità farmacologica delle specie vegetali usate in passato per le cura dell&#8217;infezione&#8230; la seconda che tale corpus di rimedi empirici, rappresenta un prezioso patrimonio di cultura immateriale, spesso improntate da una tradizione millenaria tramandata da generazione in generazione &#8230; E perfino la tradizione di affiancare il rito magico all&#8217;assunzione del rimedio empirico, trova corrispondenza in un frammento del papiro di Ebers che recita: <em>la magia è efficace con i farmaci, e i farmaci sono efficaci con la magia</em> &#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/12-giuseppe-tagarelli/bibliografia">Riferimenti e fonti bibliografiche</a></h4>
<hr />
<h4>Giuseppe Tagarelli (Cosenza, 1968) laureato in Scienze Naturali con dottorato di ricerca in Antropologia, è ricercatore del CNR presso l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo. Già docente presso l’Università degli Studi di Messina e l’Università Mater Boni Consilii di Tirana, rivolge il suo interesse scientifico allo studio del paesaggio, dell’etno-botanica e della biodemografia. Ad oggi, è autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati su libri e riviste nazionali ed internazionali.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/12-giuseppe-tagarelli/4c3bc9a6a2-1715897949/12.-giuseppe-tagarelli.mp3"></source></audio>
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<p>Mal aria, Mal aire, Mal aere, una parola che nel corso dei secoli passa ad indicare, oltre che la causa, una malattia che ha condizionato la vita economica, sociale, politica e culturale della pensiola italiana; un agente invisibile che ne ha improntato la storia. Post-unità erano 600000 i contagiati e 15000 le morti annue, ma i dati statistici non raccontano come la Malaria ha condizionato il paesaggio e la geografia umana. L&#8217;antropologo e ricercatore Giuseppe Tagarelli ci regala un racconto storico di una malattia che con una traslazione temporale diventa specchio del Terzo Millennio.</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;questo breve racconto stimola a fare delle considerazioni&#8230;la prima è legata sull&#8217;attualità farmacologica delle specie vegetali usate in passato per le cura dell&#8217;infezione&#8230; la seconda che tale corpus di rimedi empirici, rappresenta un prezioso patrimonio di cultura immateriale, spesso improntate da una tradizione millenaria tramandata da generazione in generazione &#8230; E perfino la tradizione di affiancare il rito magico all&#8217;assunzione del rimedio empirico, trova corrispondenza in un frammento del papiro di Ebers che recita: <em>la magia è efficace con i farmaci, e i farmaci sono efficaci con la magia</em> &#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<h4><a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/12-giuseppe-tagarelli/bibliografia">Riferimenti e fonti bibliografiche</a></h4>
<hr />
<h4>Giuseppe Tagarelli (Cosenza, 1968) laureato in Scienze Naturali con dottorato di ricerca in Antropologia, è ricercatore del CNR presso l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo. Già docente presso l’Università degli Studi di Messina e l’Università Mater Boni Consilii di Tirana, rivolge il suo interesse scientifico allo studio del paesaggio, dell’etno-botanica e della biodemografia. Ad oggi, è autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati su libri e riviste nazionali ed internazionali.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>20. Caterina Iaquinta</title>
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      <pubDate>Mon, 12 Apr 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/20-caterina-iaquinta/160403949a-1715897949/2.jpeg"><figcaption>Clemen Parrocchetti accanto ad uno dei suoi arazzi, 1978, Castello di Borgo Adorno (Cantalupo Ligure, AL)</figcaption></figure>
<p>Un racconto su Clemen Parrocchetti, artista milanese laterale rispetto alle narrazioni ufficiali della storia dell&#8217;arte, da poco riscoperta grazie alla riapertura di quelli che Marco Scotini definisce gli &#171;&#160;archivi ribelli del passato&#160;&#187;. Caterina Iaquinta, curatrice dell&#8217;Archivio, ci accompagna in un percorso attraverso il lavoro di Clemen a partire dalle premesse che segnano l’incontro tra l&#8217;artista e il femminismo, ovvero da quando inizia a costruire il suo spazio di libertà attraverso l’arte.<br />
Siamo negli anni Settanta quando nelle sue tele compaiono cieli, arcobaleni, aquiloni, “trofei solari”, come li definisce Parrocchetti, che creano uno spazio simbolico e positivo di vita per nuovi modi di resistenza alle imposizioni della società moderna, fino ad approdare, nel 1978, a &#171;&#160;Le barriere&#160;&#187;  sia fisiche che mentali che devono essere superate&#8230;</p>
<blockquote>
<p>«Non è giusto insistere a tenere mezzo cielo al sole e l&#8217;altra metà in piena notte, con ben poche stelle!&#160;&#187;</p>
<hr />
</blockquote>
<h4>Tutti i materiali su Clemen Parrocchetti sono consultabili sull&#8217;Archivio d&#8217;Aria <a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/20-caterina-iaquinta/clemen-parrocchetti">qui</a> grazie alla generosa courtesy dell&#8217;<a href="https://www.archivioclemenparrocchetti.com">Archivio</a> e della Casa Museo dedicata all&#8217;artista.</h4>
<h4>In collaborazione con <a href="http://www.kunstverein.it">Kunstverein Milano</a>, all&#8217;interno del programma &#171;&#160;<a href="http://www.kunstverein.it/progetti/breve-incontro">Breve incontro</a>&#160;&#187;</h4>
<hr />
<h4>Caterina Iaquinta (Roma, 1978). Dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea. Ha tenuto seminari e lezioni in varie istituzioni, tra cui Università Cattolica (sede di Brescia), Università Statale di Ferrara e Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato saggi e articoli in riviste scientifiche e di settore. Attualmente è docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (sede di Milano e Roma) e curatrice dell’Archivio Clemen Parrocchetti (Borgo Adorno, AL).</h4>
<hr />
<h4>Clemen Parrocchetti (1923-2016), nata Clementina Parrocchetti Piantanida, ha vissuto e lavorato a Milano. Nel 1956 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e partecipa a numerose personali e collettive. Negli anni Settanta l’artista si lega al femminismo, nella dimensione artistica, ma anche nell’impegno politico; vive un periodo molto intenso che culmina nel 1978 con la sua presenza alla Biennale di Venezia e nello stesso anno al Centro per le Attività Visive di Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Negli anni Ottanta e Novanta sono molte le collettive in Italia e all’estero che la vedono coinvolta. Nel 2019 viene riproposta una parte della sua produzione artistica degli anni Settanta nella mostra &#171;&#160;Il soggetto imprevisto. Arte e femminismo in Italia a cura di Marco Scotini e Raffaella Perna&#160;&#187;, 4 Aprile - 26 maggio 2019, FM, Centro per l’Arte Contemporanea, Milano.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/20-caterina-iaquinta/ba603925b2-1715897949/20.-caterina-iaquinta.mp3"></source></audio>
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<p>Un racconto su Clemen Parrocchetti, artista milanese laterale rispetto alle narrazioni ufficiali della storia dell&#8217;arte, da poco riscoperta grazie alla riapertura di quelli che Marco Scotini definisce gli &#171;&#160;archivi ribelli del passato&#160;&#187;. Caterina Iaquinta, curatrice dell&#8217;Archivio, ci accompagna in un percorso attraverso il lavoro di Clemen a partire dalle premesse che segnano l’incontro tra l&#8217;artista e il femminismo, ovvero da quando inizia a costruire il suo spazio di libertà attraverso l’arte.<br />
Siamo negli anni Settanta quando nelle sue tele compaiono cieli, arcobaleni, aquiloni, “trofei solari”, come li definisce Parrocchetti, che creano uno spazio simbolico e positivo di vita per nuovi modi di resistenza alle imposizioni della società moderna, fino ad approdare, nel 1978, a &#171;&#160;Le barriere&#160;&#187;  sia fisiche che mentali che devono essere superate&#8230;</p>
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<p>«Non è giusto insistere a tenere mezzo cielo al sole e l&#8217;altra metà in piena notte, con ben poche stelle!&#160;&#187;</p>
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<h4>Tutti i materiali su Clemen Parrocchetti sono consultabili sull&#8217;Archivio d&#8217;Aria <a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/20-caterina-iaquinta/clemen-parrocchetti">qui</a> grazie alla generosa courtesy dell&#8217;<a href="https://www.archivioclemenparrocchetti.com">Archivio</a> e della Casa Museo dedicata all&#8217;artista.</h4>
<h4>In collaborazione con <a href="http://www.kunstverein.it">Kunstverein Milano</a>, all&#8217;interno del programma &#171;&#160;<a href="http://www.kunstverein.it/progetti/breve-incontro">Breve incontro</a>&#160;&#187;</h4>
<hr />
<h4>Caterina Iaquinta (Roma, 1978). Dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea. Ha tenuto seminari e lezioni in varie istituzioni, tra cui Università Cattolica (sede di Brescia), Università Statale di Ferrara e Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato saggi e articoli in riviste scientifiche e di settore. Attualmente è docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (sede di Milano e Roma) e curatrice dell’Archivio Clemen Parrocchetti (Borgo Adorno, AL).</h4>
<hr />
<h4>Clemen Parrocchetti (1923-2016), nata Clementina Parrocchetti Piantanida, ha vissuto e lavorato a Milano. Nel 1956 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e partecipa a numerose personali e collettive. Negli anni Settanta l’artista si lega al femminismo, nella dimensione artistica, ma anche nell’impegno politico; vive un periodo molto intenso che culmina nel 1978 con la sua presenza alla Biennale di Venezia e nello stesso anno al Centro per le Attività Visive di Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Negli anni Ottanta e Novanta sono molte le collettive in Italia e all’estero che la vedono coinvolta. Nel 2019 viene riproposta una parte della sua produzione artistica degli anni Settanta nella mostra &#171;&#160;Il soggetto imprevisto. Arte e femminismo in Italia a cura di Marco Scotini e Raffaella Perna&#160;&#187;, 4 Aprile - 26 maggio 2019, FM, Centro per l’Arte Contemporanea, Milano.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>28. Agathe Rosa</title>
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      <pubDate>Sat, 11 Dec 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/28-agathe-rosa/2c6c5aa4fb-1715897949/28.-agathe-rosa.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/28-agathe-rosa/869a8b6367-1715897949/02_atlaschapter00.jpg"><figcaption>Agathe Rosa, «&#160;Atlas&#160;», Chapter 00, 2017.</figcaption></figure>
<p>L&#8217;artista francese Agathe Rosa, su invito di Valentina Costa, propone un lavoro audio inedito appositamente pensato per Rubriche d&#8217;aria. Una sequenza di vibrazioni sonore che dallo spazio interno del suo corpo si connettono ai venti solari e campi elettromagnetici dell&#8217;alta atmosfera. </p>
<blockquote>
<p>«&#8230; per <em>ON AIR</em> propongo 9&#8217;43&#8221; di <a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/28-agathe-rosa/9-43mn">viaggio sonoro</a> che prende come punto di partenza l&#8217;intimità dell&#8217;essere e che ci porta ai confini del cielo. È una connessione composta d&#8217;aria tra lo spazio interiore e quello cosmico. Una vibrazione di particelle e messa in risonanza che ci permette di attraversare i diversi strati del cielo: il vento dell&#8217;atmosfera, i cori delle aurore boreale e il canto della rotazione della Terra&#8230;»</p>
<hr />
<h4>Agathe ROSA (Annecy, 1987) è un&#8217;artista che vive e lavora a Marseille, FR Laureata dalla Scuola Nazionale di Architettura di Marseille, le sue ricerche si concentrano sull&#8217;interazione della luce naturale con il vivente e i territori. Il suo lavoro è stato presentato in Francia e internazionalmente in numerose istituzioni come il Centro Culturale Italiano per la Biennale Manifesta13 (Marseille, Fr), il Museo Helio Oiticia (Rio de Janeiro, Br), il Centre Pompidou (Paris, Fr) o la Galleria Raffaele de Grada (San Gimignano, It)</h4>
</blockquote>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/28-agathe-rosa/2c6c5aa4fb-1715897949/28.-agathe-rosa.mp3"></source></audio>
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<p>L&#8217;artista francese Agathe Rosa, su invito di Valentina Costa, propone un lavoro audio inedito appositamente pensato per Rubriche d&#8217;aria. Una sequenza di vibrazioni sonore che dallo spazio interno del suo corpo si connettono ai venti solari e campi elettromagnetici dell&#8217;alta atmosfera. </p>
<blockquote>
<p>«&#8230; per <em>ON AIR</em> propongo 9&#8217;43&#8221; di <a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/28-agathe-rosa/9-43mn">viaggio sonoro</a> che prende come punto di partenza l&#8217;intimità dell&#8217;essere e che ci porta ai confini del cielo. È una connessione composta d&#8217;aria tra lo spazio interiore e quello cosmico. Una vibrazione di particelle e messa in risonanza che ci permette di attraversare i diversi strati del cielo: il vento dell&#8217;atmosfera, i cori delle aurore boreale e il canto della rotazione della Terra&#8230;»</p>
<hr />
<h4>Agathe ROSA (Annecy, 1987) è un&#8217;artista che vive e lavora a Marseille, FR Laureata dalla Scuola Nazionale di Architettura di Marseille, le sue ricerche si concentrano sull&#8217;interazione della luce naturale con il vivente e i territori. Il suo lavoro è stato presentato in Francia e internazionalmente in numerose istituzioni come il Centro Culturale Italiano per la Biennale Manifesta13 (Marseille, Fr), il Museo Helio Oiticia (Rio de Janeiro, Br), il Centre Pompidou (Paris, Fr) o la Galleria Raffaele de Grada (San Gimignano, It)</h4>
</blockquote>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>27. Zbyněk Baladr&#225;n</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Oct 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/27-zbynek-baladran/d0c09d04dd-1715897949/27.-zbynek-baladran.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/27-zbynek-baladran/8e3cf3bf93-1715897949/tri-kreslici-platno-1-kreslici-platno-1-1200x.png"><figcaption><em>Tribonacci plays himself on the steinway with a double delay</em>, 2020</figcaption></figure>
<p>Tre minuti per una sequenza musicale che l&#8217;artista Zbyněk Baladrán realizza per &#8216;On air&#8217; nel 2020. Più che un pezzo di musica è un commento amaro sulle funzioni esponenziali che oggi si sono così crudelmente infiltrate nelle vite umane attraverso una pandemia. </p>
<blockquote>
<p>«&#8230;Grazie alle tecnologie digitali, l&#8217;immaginazione sonora è così accessibile che si può ascoltare qualsiasi cosa, dagli integrali dal nome strano alla nebbia&#8230; Il mio sistema nervoso centrale si è collegato per la prima volta a <em>The On-Line Encyclopedia of Integer Sequences</em>. Lì ho cercato la sequenza Tribonacci e ho scaricato la sua variante sonora&#8230; questo è il suono della serie numerica che, sullo sfondo della moltiplicazione degli organismi, suona sempre, che siano elefanti o virus&#8230;»</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Zbyněk Baladrán (Praga, 1973) è un artista visivo, curatore e architetto di mostre. Nelle sue opere indaga quelli territori occupati da quella parte della civiltà che chiamiamo Occidente. Usando una metodologia simile a quelle usate dall&#8217;etnografo, dall&#8217;antropologo e dal sociologo, questo &#171;&#160;archeologo&#160;&#187; post-umanista scava i resti di un passato non molto lontano, guardando in particolare ai sistemi sociali in relazione al patrimonio della politica di sinistra.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/27-zbynek-baladran/d0c09d04dd-1715897949/27.-zbynek-baladran.mp3"></source></audio>
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<p>Tre minuti per una sequenza musicale che l&#8217;artista Zbyněk Baladrán realizza per &#8216;On air&#8217; nel 2020. Più che un pezzo di musica è un commento amaro sulle funzioni esponenziali che oggi si sono così crudelmente infiltrate nelle vite umane attraverso una pandemia. </p>
<blockquote>
<p>«&#8230;Grazie alle tecnologie digitali, l&#8217;immaginazione sonora è così accessibile che si può ascoltare qualsiasi cosa, dagli integrali dal nome strano alla nebbia&#8230; Il mio sistema nervoso centrale si è collegato per la prima volta a <em>The On-Line Encyclopedia of Integer Sequences</em>. Lì ho cercato la sequenza Tribonacci e ho scaricato la sua variante sonora&#8230; questo è il suono della serie numerica che, sullo sfondo della moltiplicazione degli organismi, suona sempre, che siano elefanti o virus&#8230;»</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Zbyněk Baladrán (Praga, 1973) è un artista visivo, curatore e architetto di mostre. Nelle sue opere indaga quelli territori occupati da quella parte della civiltà che chiamiamo Occidente. Usando una metodologia simile a quelle usate dall&#8217;etnografo, dall&#8217;antropologo e dal sociologo, questo &#171;&#160;archeologo&#160;&#187; post-umanista scava i resti di un passato non molto lontano, guardando in particolare ai sistemi sociali in relazione al patrimonio della politica di sinistra.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>06. Pietro Gaglian&#242;</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Jan 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/05-pietro-gagliano/c73eace368-1715897949/cage-mushroom-photo-collection-1.jpg"><figcaption>Fotografia della collezione di John Cage (autore sconosciuto)</figcaption></figure>
<p>Pietro Gaglianò introduce un brano tratto dal suo libro <em>La sintassi della libertà</em> (Gli Ori, 2020) una rilettura di due secoli di storia che tenta di riconnettere la relazione tra arte e pedagogia libertaria: </p>
<blockquote>
<p><em>«ho adottato il pensiero anarchico come un filtro, un dispositivo dialettico tra i due ambiti, per esaltare la continuità tra il potenziale di emancipazione dell’arte e quello dell’educazione.&#160;&#187;</em> </p>
</blockquote>
<p>Il paragrafo letto tratteggia alcuni aspetti dell’attività educativa di John Cage comparandoli con altre esperienze del XIX secolo per tentare una sintesi su quali siano gli orizzonti di un’educazione che liberi e non opprima. Viene ripreso il caso pedagogico di Joseph Jacotot (trattato approfonditamente da Jacques Ranciere ne <em>Il maestro ignorante</em>) accostato all’idea espressa da Pietr Kropotkin sulla funzione emancipatrice dell’arte.</p>
<hr />
<h4>Pietro Gaglianò è critico d&#8217;arte, educatore e curatore indipendente, indaga il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte. Nei suoi progetti sperimenta formati ibridi tra arte e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Ha pubblicato <em>La sintassi della libertà. Arte, pedagogia, anarchia</em> (Gli Ori, 2020) e <em>Memento. L’ossessione del Visibile</em> (Postmedia Books, 2016).</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/05-pietro-gagliano/3a134a7bc7-1715897949/04.-pietro-gagliano.mp3"></source></audio>
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<p>Pietro Gaglianò introduce un brano tratto dal suo libro <em>La sintassi della libertà</em> (Gli Ori, 2020) una rilettura di due secoli di storia che tenta di riconnettere la relazione tra arte e pedagogia libertaria: </p>
<blockquote>
<p><em>«ho adottato il pensiero anarchico come un filtro, un dispositivo dialettico tra i due ambiti, per esaltare la continuità tra il potenziale di emancipazione dell’arte e quello dell’educazione.&#160;&#187;</em> </p>
</blockquote>
<p>Il paragrafo letto tratteggia alcuni aspetti dell’attività educativa di John Cage comparandoli con altre esperienze del XIX secolo per tentare una sintesi su quali siano gli orizzonti di un’educazione che liberi e non opprima. Viene ripreso il caso pedagogico di Joseph Jacotot (trattato approfonditamente da Jacques Ranciere ne <em>Il maestro ignorante</em>) accostato all’idea espressa da Pietr Kropotkin sulla funzione emancipatrice dell’arte.</p>
<hr />
<h4>Pietro Gaglianò è critico d&#8217;arte, educatore e curatore indipendente, indaga il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte. Nei suoi progetti sperimenta formati ibridi tra arte e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Ha pubblicato <em>La sintassi della libertà. Arte, pedagogia, anarchia</em> (Gli Ori, 2020) e <em>Memento. L’ossessione del Visibile</em> (Postmedia Books, 2016).</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>07. Elka Krajewska e Gregor Neuerer</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Jan 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/06-elka-krajewska-e-gregor-neuerer/68bb0ce6be-1715897949/g-drawing-for-air-of-america-2020.jpg"><figcaption>Disegno per Air of America (2020)</figcaption></figure>
<p>Le voci di Elka Krajewska e Gregor Neuerer si alternano nella lettura di &#171;&#160;Air of America&#160;&#187;,  la poesia sonora che i due artisti hanno scritto e registrato per Rubriche d&#8217;aria.</p>
<p>Il lavoro è un&#8217;intima riflessione sull&#8217;attuale rivolta americana e sul movimento BLM (Black Lives Matter).</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;Riflessioni sull&#8217;aria americana.<br />
Sull&#8217;Aria d&#8217;America.<br />
Catturata.<br />
Dentro e attraverso l&#8217;obiettivo di uno smartphone&#8230;&#160;&#187;<br />
(<a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/06-elka-krajewska-e-gregor-neuerer/air-of-america">continua leggendo</a>)</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Elka Krajewska (US / PL) e Gregor Neuerer (Austria) si sono incontrati a New York e lavorano insieme dal 2015, documentando con una pubblicazione annuale i loro progetti realizzati tra Europa e Stati Uniti. La loro collaborazione a Carico Massimo nel 2018, incentrata sulle inondazioni e l&#8217;ospitalità storica della città di Livorno, ha prodotto <em>“Fall Flood - Higher Ground”</em> un&#8217;installazione ed un libro. L&#8217;ultima presentazione in America della loro collaborazione è stata all&#8217;interno di &#171;&#160;Earth Bodies&#160;&#187; alla Essex Flowers Gallery (2020), NYC, a cura di Karen Azoulay.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/06-elka-krajewska-e-gregor-neuerer/27e711e860-1715897949/03.-elka-krajewska-and-gregor-neuerer.mp3"></source></audio>
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<p>Le voci di Elka Krajewska e Gregor Neuerer si alternano nella lettura di &#171;&#160;Air of America&#160;&#187;,  la poesia sonora che i due artisti hanno scritto e registrato per Rubriche d&#8217;aria.</p>
<p>Il lavoro è un&#8217;intima riflessione sull&#8217;attuale rivolta americana e sul movimento BLM (Black Lives Matter).</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;Riflessioni sull&#8217;aria americana.<br />
Sull&#8217;Aria d&#8217;America.<br />
Catturata.<br />
Dentro e attraverso l&#8217;obiettivo di uno smartphone&#8230;&#160;&#187;<br />
(<a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/06-elka-krajewska-e-gregor-neuerer/air-of-america">continua leggendo</a>)</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Elka Krajewska (US / PL) e Gregor Neuerer (Austria) si sono incontrati a New York e lavorano insieme dal 2015, documentando con una pubblicazione annuale i loro progetti realizzati tra Europa e Stati Uniti. La loro collaborazione a Carico Massimo nel 2018, incentrata sulle inondazioni e l&#8217;ospitalità storica della città di Livorno, ha prodotto <em>“Fall Flood - Higher Ground”</em> un&#8217;installazione ed un libro. L&#8217;ultima presentazione in America della loro collaborazione è stata all&#8217;interno di &#171;&#160;Earth Bodies&#160;&#187; alla Essex Flowers Gallery (2020), NYC, a cura di Karen Azoulay.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>15. Sandra Burchi</title>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/15-sandra-burchi/9d688ca121-1715897949/15.-sandra-burchi.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/15-sandra-burchi/0e584e6b94-1715897949/photo_76_02.jpg"><figcaption>Joan La Barbara, ‘Three Voices’ di Morton Feldman</figcaption></figure>
<p>La voce non inganna e non tradisce, la voce e la sua unicità possono diventare motivo di riflessione e di ricerca, come per Sandra Burchi che, per Rubriche d’Aria, propone un percorso a partire dal libro di Adriana Cavarero, “A più voci: filosofia dell’espressione vocale” (Feltrinelli, Milano, 2003). Da qui è possibile rileggere la storia della voce come rovescio dei grandi temi che hanno attraversato la filosofia delle origini. Dopo una breve introduzione, Sandra lascia alle voci di alcune donne con cui è in relazione la lettura di brani scelti dal libro di Cavarero, tessendo un filo teso tra un capitolo e l’altro. Bianca Monteleone, Sara Barton, Cecilia Silvestri, Maddalena Petragnoli, Arianna Sarti, Matilde Sarti Scarinci, Federica Merenda, Beatrice Meoni, Monica Mariniello e Renata Pepicelli con la figlia Anna evocano «a più voci», figure femminili che hanno contribuito a una esperienza della vocalità che si contrappone al sistema logocentrico della parola.</p>
<blockquote>
<p>«&#160;&#8230;prima ancora di farsi parola la voce è una invocazione rivolta all&#8217;altro, fiduciosa…<br />
&#8230;C’e’ una lingua che io parlo e mi parla…una lingua al tempo stesso unica e universale che risuona in ogni lingua nazionale…in ogni lingua fluisce latte e miele e in questa lingua, lo so, non ho bisogno di entrarci, essa sgorga da me, fluisce da me, è il latte dell’amore e miele del mio inconscio, è la lingua che le donne parlano quando non c’e’ nessuno a correggerle…&#160;&#187;<br />
— Hélène Cixous</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>&#171;&#160;Mi piace fare ricerca sul campo, ascoltare le persone, uscire dal seminato collaborare con le artiste è una mia grande passione&#160;&#187;. Sandra Burchi, dopo la Laurea in Filosofia all&#8217;Università di Pisa il suo percorso di ricerca è proseguito nelle scienze sociali. Da sempre appassionata di studi femministi, ha scritto sulle forme e le esperienze del lavoro delle donne, in particolare sull&#8217;esperienza del lavorare a/da casa in &#171;&#160;Ripartire da casa. Lavori e reti dallo spazio domestico&#160;&#187; (Griff, 2014). Socia fondatrice dei IaphItalia (Associazione internazionale delle filosofe) e di Teatro Rossi Aperto. Collabora con la Rivista DWF donnawomenfemme.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/15-sandra-burchi/9d688ca121-1715897949/15.-sandra-burchi.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/15-sandra-burchi/0e584e6b94-1715897949/photo_76_02.jpg"><figcaption>Joan La Barbara, ‘Three Voices’ di Morton Feldman</figcaption></figure>
<p>La voce non inganna e non tradisce, la voce e la sua unicità possono diventare motivo di riflessione e di ricerca, come per Sandra Burchi che, per Rubriche d’Aria, propone un percorso a partire dal libro di Adriana Cavarero, “A più voci: filosofia dell’espressione vocale” (Feltrinelli, Milano, 2003). Da qui è possibile rileggere la storia della voce come rovescio dei grandi temi che hanno attraversato la filosofia delle origini. Dopo una breve introduzione, Sandra lascia alle voci di alcune donne con cui è in relazione la lettura di brani scelti dal libro di Cavarero, tessendo un filo teso tra un capitolo e l’altro. Bianca Monteleone, Sara Barton, Cecilia Silvestri, Maddalena Petragnoli, Arianna Sarti, Matilde Sarti Scarinci, Federica Merenda, Beatrice Meoni, Monica Mariniello e Renata Pepicelli con la figlia Anna evocano «a più voci», figure femminili che hanno contribuito a una esperienza della vocalità che si contrappone al sistema logocentrico della parola.</p>
<blockquote>
<p>«&#160;&#8230;prima ancora di farsi parola la voce è una invocazione rivolta all&#8217;altro, fiduciosa…<br />
&#8230;C’e’ una lingua che io parlo e mi parla…una lingua al tempo stesso unica e universale che risuona in ogni lingua nazionale…in ogni lingua fluisce latte e miele e in questa lingua, lo so, non ho bisogno di entrarci, essa sgorga da me, fluisce da me, è il latte dell’amore e miele del mio inconscio, è la lingua che le donne parlano quando non c’e’ nessuno a correggerle…&#160;&#187;<br />
— Hélène Cixous</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>&#171;&#160;Mi piace fare ricerca sul campo, ascoltare le persone, uscire dal seminato collaborare con le artiste è una mia grande passione&#160;&#187;. Sandra Burchi, dopo la Laurea in Filosofia all&#8217;Università di Pisa il suo percorso di ricerca è proseguito nelle scienze sociali. Da sempre appassionata di studi femministi, ha scritto sulle forme e le esperienze del lavoro delle donne, in particolare sull&#8217;esperienza del lavorare a/da casa in &#171;&#160;Ripartire da casa. Lavori e reti dallo spazio domestico&#160;&#187; (Griff, 2014). Socia fondatrice dei IaphItalia (Associazione internazionale delle filosofe) e di Teatro Rossi Aperto. Collabora con la Rivista DWF donnawomenfemme.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>11. Cecilia Canziani</title>
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      <pubDate>Mon, 08 Feb 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/11-cecilia-canziani/ede26b258d-1715897949/lgrisi-3.jpg"><figcaption>Laura Grisi, The Measuring of Time, 1969, video b/n digitale da film in 16mm (Courtesy the Estate e P420, Bologna)</figcaption></figure>
<p>La critica e curatrice Cecilia Canziani ricostruisce la vicenda biografica di Laura Grisi a partire dal suo rapporto antropologico con l’aria, il vento, la natura&#8230; Laura Grisi è una figura eccentrica degli anni Sessanta-Settanta difficilmente inscrivibile in una tendenza, un&#8217;artista isolata, ma alla fine, come suggerisce Luce Irigarary, &#171;&#160;la presenza non è forse il Gestell disposto dall’uomo per rendere impossibili certi incontri con la natura?&#160;&#187; (L&#8217;oblio dell&#8217;aria, 1983)</p>
<p>La voce della Canziani ci accompagna in un viaggio retrospettivo nel suo lavoro che si conclude con <em>&#171;&#160;Drop and Ocean&#160;&#187;</em>, uno dei suoni registrati su nastro magnetico per documentare una realtà fisica</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;a me sembra che in questa indagine, Laura Grisi, oltre al rigore della matematica, al disegno della geometria così preciso, trovi anche qualcos&#8217;altro che&#8230;possiamo chiamare il suono della parola poetica&#8230;&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Cecilia Canziani (Roma, 1976) è una curatrice indipendente e docente a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata e la American University of Rome e coordinatrice del programma di alta formazione in curatela presso IED Roma. Ha curato mostre in spazi istituzionali e privati. Attualmente collabora con la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, nell’ambito del progetto &#171;&#160;Io dico Io&#160;&#187; con Lara Conte e Paola Ugolini e con MAXXI L’Aquila dove ha curato l’intervento site specific di Anastasia Potemkina.</h4>
<hr />
<h4>Grazie all&#8217;Estate di Laura Grisi e alla Galleria P420 è possibile consultare le sue opere nell&#8217;<a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/11-cecilia-canziani/laura-grisi">Archivio di Aria</a></h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/11-cecilia-canziani/2617b9678f-1715897949/11.-cecilia-canziani-2020.mp3"></source></audio>
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<p>La critica e curatrice Cecilia Canziani ricostruisce la vicenda biografica di Laura Grisi a partire dal suo rapporto antropologico con l’aria, il vento, la natura&#8230; Laura Grisi è una figura eccentrica degli anni Sessanta-Settanta difficilmente inscrivibile in una tendenza, un&#8217;artista isolata, ma alla fine, come suggerisce Luce Irigarary, &#171;&#160;la presenza non è forse il Gestell disposto dall’uomo per rendere impossibili certi incontri con la natura?&#160;&#187; (L&#8217;oblio dell&#8217;aria, 1983)</p>
<p>La voce della Canziani ci accompagna in un viaggio retrospettivo nel suo lavoro che si conclude con <em>&#171;&#160;Drop and Ocean&#160;&#187;</em>, uno dei suoni registrati su nastro magnetico per documentare una realtà fisica</p>
<blockquote>
<p>«&#8230;a me sembra che in questa indagine, Laura Grisi, oltre al rigore della matematica, al disegno della geometria così preciso, trovi anche qualcos&#8217;altro che&#8230;possiamo chiamare il suono della parola poetica&#8230;&#160;&#187; </p>
</blockquote>
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<h4>Cecilia Canziani (Roma, 1976) è una curatrice indipendente e docente a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata e la American University of Rome e coordinatrice del programma di alta formazione in curatela presso IED Roma. Ha curato mostre in spazi istituzionali e privati. Attualmente collabora con la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, nell’ambito del progetto &#171;&#160;Io dico Io&#160;&#187; con Lara Conte e Paola Ugolini e con MAXXI L’Aquila dove ha curato l’intervento site specific di Anastasia Potemkina.</h4>
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<h4>Grazie all&#8217;Estate di Laura Grisi e alla Galleria P420 è possibile consultare le sue opere nell&#8217;<a href="https://on-air.caricomassimo.org/rubriche-d-aria/11-cecilia-canziani/laura-grisi">Archivio di Aria</a></h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>01. Federica Giardini</title>
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      <pubDate>Mon, 07 Dec 2020 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/federica-giardini/1db617f496-1715897949/fede-foto-2.jpg"><figcaption>Discutendo di Donna Haraway, <em>Le promesse dei mostri</em></figcaption></figure>
<p>Federica Giardini inaugura la serie di podcast &#171;&#160;Rubriche d&#8217;Aria&#160;&#187; con una riflessione che da <em>L&#8217;oblio dell&#8217;aria</em> di Luce Irigaray, arriva alla privatizzazione dell&#8217;aria; da lì, ad arrivare alla correlazione tra livello di particolato dell&#8217;aria e il tasso di diffusione del virus, il passo è breve</p>
<blockquote>
<p>«Invento qui il termine <em>atmomensori</em> sul calco degli <em>agrimensori</em> di Luce Irigaray, con cui mi sono formata, dal film &#171;&#160;<em>Les arpenteurs</em>&#160;&#187; di Michel Soutter. La farsa (la &#171;&#160;Merda d’artista&#160;&#187; in scatola di Manzoni) diventa tragedia: l’aria pura in vendita, la racconta Marco D’Eramo in &#171;&#160;Dominio&#160;&#187;. Sui carbon credits e altre invenzioni per fare profitto dall’impensabile, ho scritto di recente. Note sulla formazione del valore&#8230;&#160;&#187; </p>
<hr />
</blockquote>
<h4>Federica Giardini dopo la laurea in Filosofia all’Università di Pisa, ha lavorato sul rapporto tra filosofia e psicoanalisi. Ha quindi approfondito la dimensione corporea dell’intersoggettività all’incrocio tra fenomenologia e filosofia della differenza. Le ricerche più recenti utilizzano la differenza come operatore per affrontare alcuni temi portanti della filosofia politica, dalle relazioni di obbedienza/disobbedienza all’estensione dell’ambito politico all’ordine delle relazioni tra umano e non umano.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/federica-giardini/1e32aba674-1715897949/01.-federica-giardini-aria.mp3"></source></audio>
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<p>Federica Giardini inaugura la serie di podcast &#171;&#160;Rubriche d&#8217;Aria&#160;&#187; con una riflessione che da <em>L&#8217;oblio dell&#8217;aria</em> di Luce Irigaray, arriva alla privatizzazione dell&#8217;aria; da lì, ad arrivare alla correlazione tra livello di particolato dell&#8217;aria e il tasso di diffusione del virus, il passo è breve</p>
<blockquote>
<p>«Invento qui il termine <em>atmomensori</em> sul calco degli <em>agrimensori</em> di Luce Irigaray, con cui mi sono formata, dal film &#171;&#160;<em>Les arpenteurs</em>&#160;&#187; di Michel Soutter. La farsa (la &#171;&#160;Merda d’artista&#160;&#187; in scatola di Manzoni) diventa tragedia: l’aria pura in vendita, la racconta Marco D’Eramo in &#171;&#160;Dominio&#160;&#187;. Sui carbon credits e altre invenzioni per fare profitto dall’impensabile, ho scritto di recente. Note sulla formazione del valore&#8230;&#160;&#187; </p>
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</blockquote>
<h4>Federica Giardini dopo la laurea in Filosofia all’Università di Pisa, ha lavorato sul rapporto tra filosofia e psicoanalisi. Ha quindi approfondito la dimensione corporea dell’intersoggettività all’incrocio tra fenomenologia e filosofia della differenza. Le ricerche più recenti utilizzano la differenza come operatore per affrontare alcuni temi portanti della filosofia politica, dalle relazioni di obbedienza/disobbedienza all’estensione dell’ambito politico all’ordine delle relazioni tra umano e non umano.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>02. Cesare Pietroiusti</title>
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      <pubDate>Sat, 05 Dec 2020 00:00:00 +0100</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/02-cesare-pietroiusti/526d2d1c60-1715897949/foto-cesare_pietroiusti-portrait-by-ela-bialkowska-oknostudio-performance-quadriennale-di-roma-novembre-2016.jpg"><figcaption>Cesare Pietroiusti, foto cortesia di Ela Bialkowska Oknostudio, performance Quadriennale di Roma,  (2016)</figcaption></figure>
<p>In questa audio-performance, Cesare Pietroiusti segue il percorso che l&#8217;aria fa dall&#8217;esterno all&#8217;interno del nostro corpo, facendo vibrare nella cavità orale, la lingua. Un atto fisico e di godimento che associa l&#8217;attività di parola ad una condizione autoerotica. </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230;il piacere, quello della mente e quello del corpo, tutto parte da lì, da qui  <em>rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr</em> e si propaga circolarmente in tutte le direzioni, come un&#8217;onda nell&#8217;aria&#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Alla fine degli anni Settanta, in concomitanza con il compimento degli studi di Medicina con una tesi in Clinica Psichiatrica, Pietroiusti si avvicina al centro studi Jartrakor, fondato a Roma da Sergio Lombardo, contribuendo allo sviluppo della teoria &#171;&#160;eventualista&#160;&#187;, che propone un modello di ricerca fra sperimentazione artistica e analisi scientifica. Nel corso degli anni Ottanta, l’artista partecipa al Gruppo di Piombino, sperimentando una serie di pratiche d’interazione con il pubblico che anticipano le poetiche del quotidiano diffusesi poi negli anni Novanta. Nei decenni successivi, Pietroiusti si allontana progressivamente dalle modalità convenzionali del sistema dell’arte praticando – attraverso l’ironia, il paradosso e il coinvolgimento inconsapevole dell’altro – un’azione di continuo ripensamento delle attuali logiche di scambio economico e di comunicazione sociale. Negli ultimi anni la sua pratica ha individuato nella prassi laboratoriale un modello che, coniugando attività formativa ed espositiva, offre possibilità di sviluppo orizzontale del pensiero e della conoscenza e di superamento delle strettoie disciplinari</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/02-cesare-pietroiusti/8bcdf5201d-1715897949/03.-cesare-pietroiusti.mp3"></source></audio>
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<p>In questa audio-performance, Cesare Pietroiusti segue il percorso che l&#8217;aria fa dall&#8217;esterno all&#8217;interno del nostro corpo, facendo vibrare nella cavità orale, la lingua. Un atto fisico e di godimento che associa l&#8217;attività di parola ad una condizione autoerotica. </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230;il piacere, quello della mente e quello del corpo, tutto parte da lì, da qui  <em>rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr</em> e si propaga circolarmente in tutte le direzioni, come un&#8217;onda nell&#8217;aria&#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
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<h4>Alla fine degli anni Settanta, in concomitanza con il compimento degli studi di Medicina con una tesi in Clinica Psichiatrica, Pietroiusti si avvicina al centro studi Jartrakor, fondato a Roma da Sergio Lombardo, contribuendo allo sviluppo della teoria &#171;&#160;eventualista&#160;&#187;, che propone un modello di ricerca fra sperimentazione artistica e analisi scientifica. Nel corso degli anni Ottanta, l’artista partecipa al Gruppo di Piombino, sperimentando una serie di pratiche d’interazione con il pubblico che anticipano le poetiche del quotidiano diffusesi poi negli anni Novanta. Nei decenni successivi, Pietroiusti si allontana progressivamente dalle modalità convenzionali del sistema dell’arte praticando – attraverso l’ironia, il paradosso e il coinvolgimento inconsapevole dell’altro – un’azione di continuo ripensamento delle attuali logiche di scambio economico e di comunicazione sociale. Negli ultimi anni la sua pratica ha individuato nella prassi laboratoriale un modello che, coniugando attività formativa ed espositiva, offre possibilità di sviluppo orizzontale del pensiero e della conoscenza e di superamento delle strettoie disciplinari</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>19. Juan Pablo Mac&#237;as</title>
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      <pubDate>Mon, 05 Apr 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/19-juan-pablo-macias/810c7688e7-1715897949/yasmin-alaaeldeen-a_flock_of_birds_flying_in_the_sky-cc-by-sa-4.0-2020.jpg"><figcaption>Yasmin Alaaeldeen A_flock_of_birds_flying_in_the_sky_modified CC BY-SA 4.0, 2020</figcaption></figure>
<p>Una anteprima di <em>soffio vento uccelli</em> di Juan Pablo Macías, un’opera realizzata durante la residenza a cura di Casa Sponge, parte del progetto Non Solo Museo del Comune di Pergola, sostenuto da Regione Marche – Assessorato Beni e Attività Culturali e inserita nel programma di a,m,o, Arte, Marche, Oltre 2020. </p>
<p>L&#8217;opera è composta da tracce audio di soffi che imitano il vento e il canto degli uccelli inviate dai cittadini di Pergola. I continui lockdown hanno, poi, reso necessaria una produzione del progetto a distanza, così si è esteso l’invito ad inviare le registrazioni dei soffi oltre i confini del borgo marchigiano.<br />
L’opera integrale si compone di un vinile con 4 brani mixati, in uscita ad aprile 2021 e verrà presentata a Pergola.</p>
<blockquote>
<p>«il progetto, sin dall&#8217;inizio, si è limitato all’uso minimo della parola: delle istruzioni e un recapito telefonico. Non c&#8217;è molto di più da dire, solo usate delle buone cuffie per l’ascolto&#8230;.&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Courtesy di <a href="https://spongeartecontemporanea.net/">Casa Sponge</a> e l&#8217;artista</h4>
<h4>Soffi di: Elisabetta Brunori; Caterina ed Ermenegildo Ciccotti; Daniela Eusepi; Elisa Franco; Giorgia e Giovanni Gaggia; Giona Giampaoli; Natascia Giulivi; Azzurra Immediato; Giuseppe Mongiello; Aischa, Florian e Marion Müller; Riccardo Papalardo; Ilaria Pazzelli; Stefano Savi; bimbi della scuola dell&#8217;infanzia di Serra Sant&#8217;Abbondio e Frontone; Maria Pia Fratini; Paolo Ciarimboli; Mattia Galantini; Birgit Kiefer; Anna Mancini; Lea Pailloncy; Francesca Pataracchia; Duccio Reggiani; Paride Reggiani; Oliviero Reggiani; Marilena Ricci; Flora Rossi e Claudio Stefani. Prodotto da <em>Non Solo Museo</em> del Comune di Pergola, Casa Sponge <em>a, m, o – Arte, Marche, Oltre</em>. Data produzione: Ottobre 2020 e Gennaio 2021. Missato: Daniele Catalucci. Masterizazzione: Gabriele Bogi e Daniele Catalucci.</h4>
<hr />
<h4>Juan Pablo Macías (Messico, 1974). La sua opera è il risultato di una ricerca sull&#8217;anarchismo come critica della rappresentazione che assume diverse forme. Progetti editoriali, poesia, video, installazioni, performance, servono come supporto per documentare l&#8217;incontro tra sapere istituzionale e sapere insurrezionale. È editore della rivista Tiempo Muerto (2012) e word+moist press (2014). Co-fondatore di Salvator Rosa (2018) e presidente di Carico Massimo.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/19-juan-pablo-macias/f576071e9e-1715897949/19.-juan-pablo-macias.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/19-juan-pablo-macias/810c7688e7-1715897949/yasmin-alaaeldeen-a_flock_of_birds_flying_in_the_sky-cc-by-sa-4.0-2020.jpg"><figcaption>Yasmin Alaaeldeen A_flock_of_birds_flying_in_the_sky_modified CC BY-SA 4.0, 2020</figcaption></figure>
<p>Una anteprima di <em>soffio vento uccelli</em> di Juan Pablo Macías, un’opera realizzata durante la residenza a cura di Casa Sponge, parte del progetto Non Solo Museo del Comune di Pergola, sostenuto da Regione Marche – Assessorato Beni e Attività Culturali e inserita nel programma di a,m,o, Arte, Marche, Oltre 2020. </p>
<p>L&#8217;opera è composta da tracce audio di soffi che imitano il vento e il canto degli uccelli inviate dai cittadini di Pergola. I continui lockdown hanno, poi, reso necessaria una produzione del progetto a distanza, così si è esteso l’invito ad inviare le registrazioni dei soffi oltre i confini del borgo marchigiano.<br />
L’opera integrale si compone di un vinile con 4 brani mixati, in uscita ad aprile 2021 e verrà presentata a Pergola.</p>
<blockquote>
<p>«il progetto, sin dall&#8217;inizio, si è limitato all’uso minimo della parola: delle istruzioni e un recapito telefonico. Non c&#8217;è molto di più da dire, solo usate delle buone cuffie per l’ascolto&#8230;.&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Courtesy di <a href="https://spongeartecontemporanea.net/">Casa Sponge</a> e l&#8217;artista</h4>
<h4>Soffi di: Elisabetta Brunori; Caterina ed Ermenegildo Ciccotti; Daniela Eusepi; Elisa Franco; Giorgia e Giovanni Gaggia; Giona Giampaoli; Natascia Giulivi; Azzurra Immediato; Giuseppe Mongiello; Aischa, Florian e Marion Müller; Riccardo Papalardo; Ilaria Pazzelli; Stefano Savi; bimbi della scuola dell&#8217;infanzia di Serra Sant&#8217;Abbondio e Frontone; Maria Pia Fratini; Paolo Ciarimboli; Mattia Galantini; Birgit Kiefer; Anna Mancini; Lea Pailloncy; Francesca Pataracchia; Duccio Reggiani; Paride Reggiani; Oliviero Reggiani; Marilena Ricci; Flora Rossi e Claudio Stefani. Prodotto da <em>Non Solo Museo</em> del Comune di Pergola, Casa Sponge <em>a, m, o – Arte, Marche, Oltre</em>. Data produzione: Ottobre 2020 e Gennaio 2021. Missato: Daniele Catalucci. Masterizazzione: Gabriele Bogi e Daniele Catalucci.</h4>
<hr />
<h4>Juan Pablo Macías (Messico, 1974). La sua opera è il risultato di una ricerca sull&#8217;anarchismo come critica della rappresentazione che assume diverse forme. Progetti editoriali, poesia, video, installazioni, performance, servono come supporto per documentare l&#8217;incontro tra sapere istituzionale e sapere insurrezionale. È editore della rivista Tiempo Muerto (2012) e word+moist press (2014). Co-fondatore di Salvator Rosa (2018) e presidente di Carico Massimo.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>23. Hans Schabus</title>
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      <itunes:image href="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/23-hans-schabus/dfab45b07e-1715897949/antlia-bode-1200x-1400x.jpg" />
      <pubDate>Mon, 03 May 2021 00:00:00 +0200</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/23-hans-schabus/4c634f4ba1-1715897949/23.-hans-schabus.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/23-hans-schabus/dfab45b07e-1715897949/antlia-bode-1200x.jpg"><figcaption>Johann Bode. <em>Antlia</em> in <em>Star Atlas</em>, 1801.</figcaption></figure>
<p>Hans Schabus propone <em>Antlia</em> una registrazione di una pompa d&#8217;aria che fa riferimento agli studi dello scienziato tedesco Otto Von Guericke (1602-1686) sulle proprietà dell&#8217;aria e del vuoto, la pressione atmosferica, la repulsione elettrostatica oltre che sulla sua difesa dell&#8217;interazione «a distanza» e di «spazio assoluto», concetti sui quali Schabus a basato il suo approccio sullo spazio.</p>
<blockquote>
<p>«&#8230; cari Juan Pablo e Alessandra,<br />
trovate una registrazione in allegato.<br />
il titolo è ANTLIA<br />
è la parola latina per pompa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Antlia">https://en.wikipedia.org/wiki/Antlia</a><br />
c&#8217;è una costellazione di stelle che prende il nome dall&#8217;invenzione della pompa ad aria di Otto Von Guericke &#8230;<br />
&#8230; ho lavorato molto sulle sue idee di spazio vuoto.<br />
Soprattutto per la mostra a <a href="https://www.secession.at/en/exhibition/hans-schabus-2/">Secession</a> nel 2003.<br />
Saluti,<br />
h &#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Hans Schabus (Watschig, 1970) è noto per i suoi ambiziosi progetti site-specific in cui incorpora il luogo e l&#8217;istituzione. Gli interventi scultorei di Schabus sono intermedi tra lui e ciò che lo circonda. Il suo studio è la sua matrice, un luogo di esplorazione, elaborazione e ispirazione - un luogo &#171;&#160;intermedio&#160;&#187; con una propria temporalità in cui le cose subiscono un cambiamento continuo.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/23-hans-schabus/4c634f4ba1-1715897949/23.-hans-schabus.mp3"></source></audio>
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<p>Hans Schabus propone <em>Antlia</em> una registrazione di una pompa d&#8217;aria che fa riferimento agli studi dello scienziato tedesco Otto Von Guericke (1602-1686) sulle proprietà dell&#8217;aria e del vuoto, la pressione atmosferica, la repulsione elettrostatica oltre che sulla sua difesa dell&#8217;interazione «a distanza» e di «spazio assoluto», concetti sui quali Schabus a basato il suo approccio sullo spazio.</p>
<blockquote>
<p>«&#8230; cari Juan Pablo e Alessandra,<br />
trovate una registrazione in allegato.<br />
il titolo è ANTLIA<br />
è la parola latina per pompa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Antlia">https://en.wikipedia.org/wiki/Antlia</a><br />
c&#8217;è una costellazione di stelle che prende il nome dall&#8217;invenzione della pompa ad aria di Otto Von Guericke &#8230;<br />
&#8230; ho lavorato molto sulle sue idee di spazio vuoto.<br />
Soprattutto per la mostra a <a href="https://www.secession.at/en/exhibition/hans-schabus-2/">Secession</a> nel 2003.<br />
Saluti,<br />
h &#8230;&#160;&#187;</p>
</blockquote>
<hr />
<h4>Hans Schabus (Watschig, 1970) è noto per i suoi ambiziosi progetti site-specific in cui incorpora il luogo e l&#8217;istituzione. Gli interventi scultorei di Schabus sono intermedi tra lui e ciò che lo circonda. Il suo studio è la sua matrice, un luogo di esplorazione, elaborazione e ispirazione - un luogo &#171;&#160;intermedio&#160;&#187; con una propria temporalità in cui le cose subiscono un cambiamento continuo.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>00. Daniele Di Girolamo</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
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<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/daniele-di-girolamo/9310f79ef6-1715897949/daniele-di-girolamo-bee-los-profile-2020.jpg"><figcaption>Daniele registrando To Bee Low Profile — Intro/Outro RUBRICHE D’ARIA—  (2020)</figcaption></figure>
<p>Daniele Di Girolamo racconta come nasce &#171;&#160;<a href="https://on-air.caricomassimo.org/en/airchive/to-bee-low-profile">To Bee Low Profile</a>&#160;&#187;, il suo lavoro audio utilizzato come introduzione sonora di &#171;&#160;Rubriche d&#8217;Aria&#160;&#187; </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230; I suoni registrati sono le varie attività dell’ape mellifera&#8230; La traccia finale, proprio nel mettere in evidenza&#8230;relazioni a noi invisibili, vuole suggerire che anche noi siamo in un rapporto di collaborazioni dinamiche: senza questa rete di relazioni ci sarebbe impedita anche l’attività base della sopravvivenza, il respirare.&#160;&#187;</p>
<hr />
</blockquote>
<h4>La ricerca di Daniele Di Girolamo (Pescara, IT 1995) si concentra sul rapporto tra processi naturali e attività umane nel paesaggio e le dinamiche di lettura che ne scaturiscono. In particolare vuole indagare il punto di contatto tra gli elementi fisici che compongono questo rapporto e le associazioni affettive che possono evocare.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/daniele-di-girolamo/ae3d32e70a-1715897949/0-daniele-di-girolamo.mp3"></source></audio>
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<p>Daniele Di Girolamo racconta come nasce &#171;&#160;<a href="https://on-air.caricomassimo.org/en/airchive/to-bee-low-profile">To Bee Low Profile</a>&#160;&#187;, il suo lavoro audio utilizzato come introduzione sonora di &#171;&#160;Rubriche d&#8217;Aria&#160;&#187; </p>
<blockquote>
<p>&#171;&#160;&#8230; I suoni registrati sono le varie attività dell’ape mellifera&#8230; La traccia finale, proprio nel mettere in evidenza&#8230;relazioni a noi invisibili, vuole suggerire che anche noi siamo in un rapporto di collaborazioni dinamiche: senza questa rete di relazioni ci sarebbe impedita anche l’attività base della sopravvivenza, il respirare.&#160;&#187;</p>
<hr />
</blockquote>
<h4>La ricerca di Daniele Di Girolamo (Pescara, IT 1995) si concentra sul rapporto tra processi naturali e attività umane nel paesaggio e le dinamiche di lettura che ne scaturiscono. In particolare vuole indagare il punto di contatto tra gli elementi fisici che compongono questo rapporto e le associazioni affettive che possono evocare.</h4>]]></description>
    </item>
        <item>
      <title>14. Ramona Ponzini</title>
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      <pubDate>Mon, 01 Mar 2021 00:00:00 +0100</pubDate>
      <itunes:summary><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/14-ramona-ponzini/95483bbbc3-1715897949/14.-ramona-ponzini.mp3"></source></audio>
<figure><img alt="" src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/14-ramona-ponzini/48efd471a4-1715897949/unnamed.jpg"><figcaption>Alan Stefanato, Untitled, olio su tela, 50x60, 2021</figcaption></figure>
<p><em>Exhalation</em> è una lettura sonorizzata di una parte del racconto di Ted Chiang che da il nome all&#8217;intera raccolta: &#171;&#160;Respiro&#160;&#187;, in cui lo scienziato, protagonista del racconto, fa una scoperta sulla propria esistenza a partire da quel respiro trattenuto che ha dato origine all&#8217;Universo. La lettura che ne fa la musicista e curatrice Ramona Ponzini è accompagnata da un sottofondo sonoro originale. Musica e voce creano un ambiente immersivo accompagnandoci in un mondo fantascientifico.</p>
<blockquote>
<p>«l&#8217;universo ha avuto origine da un immenso respisro trattenuto&#8230;se sono viva lo devo, infatti, a quel fenomeno. Tutti i miei desideri, le mie riflessioni non sono altro che vortici d&#8217;aria generati dal successivo respiro dell&#8217;universo e fino a che questo respiro non avrà termine, i miei pensieri continueranno a vivere&#8230;.&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<h4>&#171;&#160;Exhalation” è un intervento sonoro inedito di Ramona Ponzini diviso in due ascolti, il reading pubblicato in &#171;&#160;Rubriche d’Aria&#160;&#187; e il collage sonoro tratto da diversi film: <a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/exhalation-it"><em>Exhalation</em></a></h4>
<hr />
<h4>Ramona Ponzini esordisce nel 2005 con Painting Petals On Planet Ghost, sulla poesia giapponese come fonte di testi musicabili, che approda su PSF Records, etichetta nipponica di culto. Collabora con figure come Lee Ranaldo dei Sonic Youth, con il percussionista industrial Z’ev&#8230; Nel 2016 inizia un progetto solista che prevede inusuali Dj set contaminati da interazioni vocali e collage sonori; insieme al curatore Matteo Mottin fonda l&#8217;art project, Treti Galaxie. Nel 2018 è resident dj alle OGR di Torino.</h4>]]></itunes:summary>
      <description><![CDATA[<audio controls><source src="https://on-air.caricomassimo.org/media/pages/rubriche-d-aria/14-ramona-ponzini/95483bbbc3-1715897949/14.-ramona-ponzini.mp3"></source></audio>
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<p><em>Exhalation</em> è una lettura sonorizzata di una parte del racconto di Ted Chiang che da il nome all&#8217;intera raccolta: &#171;&#160;Respiro&#160;&#187;, in cui lo scienziato, protagonista del racconto, fa una scoperta sulla propria esistenza a partire da quel respiro trattenuto che ha dato origine all&#8217;Universo. La lettura che ne fa la musicista e curatrice Ramona Ponzini è accompagnata da un sottofondo sonoro originale. Musica e voce creano un ambiente immersivo accompagnandoci in un mondo fantascientifico.</p>
<blockquote>
<p>«l&#8217;universo ha avuto origine da un immenso respisro trattenuto&#8230;se sono viva lo devo, infatti, a quel fenomeno. Tutti i miei desideri, le mie riflessioni non sono altro che vortici d&#8217;aria generati dal successivo respiro dell&#8217;universo e fino a che questo respiro non avrà termine, i miei pensieri continueranno a vivere&#8230;.&#160;&#187; </p>
</blockquote>
<h4>&#171;&#160;Exhalation” è un intervento sonoro inedito di Ramona Ponzini diviso in due ascolti, il reading pubblicato in &#171;&#160;Rubriche d’Aria&#160;&#187; e il collage sonoro tratto da diversi film: <a href="https://on-air.caricomassimo.org/airchive/exhalation-it"><em>Exhalation</em></a></h4>
<hr />
<h4>Ramona Ponzini esordisce nel 2005 con Painting Petals On Planet Ghost, sulla poesia giapponese come fonte di testi musicabili, che approda su PSF Records, etichetta nipponica di culto. Collabora con figure come Lee Ranaldo dei Sonic Youth, con il percussionista industrial Z’ev&#8230; Nel 2016 inizia un progetto solista che prevede inusuali Dj set contaminati da interazioni vocali e collage sonori; insieme al curatore Matteo Mottin fonda l&#8217;art project, Treti Galaxie. Nel 2018 è resident dj alle OGR di Torino.</h4>]]></description>
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